In crescita gli allevamenti avicoli, al cardo il primato produttivo - Agrimpresaonline Webzine

In crescita gli allevamenti avicoli, al cardo il primato produttivo

avicoli
Continua, dallo scorso numero l’analisi dell’annata Agraria in Romagna, realizzata dalla Cia.

Forlì – Girasole, soia e colza (oleaginose) stagione complessivamente nella norma. Erba medica da seme è concentrata soprattutto in Romagna, a Ravenna in particolare dove gli ettari coltivati complessivamente fra foraggio e seme sono, da una media dell’andamento degli ultimi 4 anni (2015/2018), circa 15.700 (15.800 stimati per il 2018, 9% in più del 2017; erano 14.500 nel 2017 e oltre 16 mila precedentemente). La produzione di medica nel suo insieme si stima in aumento di circa il 20%, con rese medie complessive che a Ravenna si stimano fra i 370-400 q/ha. Per la medica da seme è una stagione sottotono.

Colture Orticole. Le orticole prevalenti in Romagna sono fagiolo fresco e fagiolino, spinacio, pisello, erbette, lattuga, zucchino e zucca, pomodoro da industria, patata, cipolla, per una produzione complessiva romagnola di oltre 4 milioni di quintali su oltre 10.500 ettari. Una curiosità: i 47 ettari del cardo presenti in Regione nel 2017 sono solo in Romagna: 42 a Forlì-Cesena e 5 a Ravenna. A livello generale, negli ultimi 5 anni in particolare, sono diminuiti gli investimenti nel comparto delle orticole. Diverse le motivazioni: i prezzi dei prodotti spesso insufficienti; gli andamenti climatici, che sempre più hanno espressioni estreme; il calo della domanda interna; il calo degli sprechi.

Comparto zootecnico. Numeri importanti in Romagna per il patrimonio zootecnico fra allevamenti e capi, con la provincia di Forlì-Cesena che ne è la massima espressione. Fra i settori in espansione nel 2018 l’ovi-caprino e l’avicolo. Per l’ovi-caprino incremento medio +11% per numero di allevamenti e di circa il 3% dei capi. Per l’avicolo in particolare aumento del numero degli allevamenti dei polli da carne (170 nel 2018, 5 in più del 2017, di cui 142 a Forlì-Cesena) e degli allevamenti di galline ovaiole (141, 12 in più del 207, di cui 104 nell’area forlivese-cesenate). I numeri fanno riferimento ad allevamenti avicoli con capacità uguale o superiore a 250 capi. I prezzi all’origine degli avicoli sono tutti in aumento in ottobre sul mese precedente, ma tutti in calo, tranne quelli delle faraone (euro/kg 2,31, +6%) su settembre 2017. Per esempio: polli -12% (euro/kg 1,03); uova -11% (euro/100 unità 11,10) su settembre 2017. Forlì da novembre è la sede del Cun e anche questo è un riconoscimento dell’importanza che l’area riveste in questo settore. Il suinicolo è in contrazione per numero di allevamenti (maggiormente concentrai a Forlì-Cesena), ma aumentano i capi (numero maggiore in provincia di Ravenna. Andamento negativo dei prezzi dovuto alla forte dipendenza dall’estero: Il settore dei bovini (da carne e da latte) registra un trend flessivo mediamente e in generale in Romagna, sia per allevamenti sia per capi. La Razza Romagnola prosegue nel deprezzamento e pur registrando un recupero di prezzo per le femmine, si è ancora lontani dai valori che possono permettere la sopravvivenza di questa razza. Il prezzo agli allevatori del latte è in ribasso: è stato firmato un accordo per 38,00 euro/100 litri, più basso di quello raggiunto e realizzato nel 2017 (39,00 euro/100 litri). Per l’apicoltura, settore rilevante non solo per il miele, ma anche per l’ambiente e l’impollinazione dei fruttiferi e delle sementiere ampiamenti diffusi in Romagna, il 2018 è leggermente migliore rispetto a un 2017 abbastanza disastroso. In particolare nel riminese buon andamento per il miele da tiglio e da erba medica. Il settore, nel suo complesso, è in espansione mediamente del 5% in Romagna.

Biologico. Prosegue anche in Romagna l’incremento di imprese (+11% al 31.06.2018 rispetto al 31.12.2017) e superfici (+11,7% sul 2017). Il riparto colturale delle superfici bio a livello regionale è molto simile e per la Romagna spiccano le frutticole (1.722 ettari nel 2017). Anche per il comparto produttivo di uova biologiche spicca la Romagna e il dato della provincia di Forlì-Cesena, dove vi sono le aziende di maggior rilevanza a livello nazionale tra le imprese produttrici di uova biologiche. Nuovo interesse, inoltre, si registra per l’allevamento bio di avicoli da carne, in particolare polli e tacchini.

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