Alluvione un anno dopo

stefano francia

Stefano Francia, presidente Cia Emilia Romagna

Alluvione un anno dopo, c’è ancora molto da fare. Difficile sintetizzare le problematiche – tante –  che ruotano attorno al complesso meccanismo dei risarcimenti a cittadini e imprese, la multiforme macchina burocratica ha fagocitato tutte le buone intenzioni. Ne esce un quadro ancora incerto che tiene in sospeso, nel nostro caso, le imprese agricole, con evidenti difficoltà produttive e incertezza sugli investimenti futuri. Un affanno continuo che non giova alle tasche e allo spirito imprenditoriale. Tutto quello che potevamo fare come Organizzazione crediamo di averlo svolto con puntualità, sia sul piano tecnico, mettendo peraltro a dura prova la struttura, sia riguardo alle pressioni politiche. Aspettiamo in tempi brevi delle risposte.

Di seguito, per sottolineare nuovamente la gravità dei danni riportiamo i dati ufficiali redatti dalla Regione Emilia Romagna: l’unica certezza, per il momento.

Un tragico bilancio di 17 vittime, 8,5 miliardi di danni certificati all’Unione europea, migliaia di sfollati a causa delle precipitazioni senza precedenti e le conseguenti frane e allagamenti del maggio 2023 sono il bilancio ufficiale ad un anno di distanza dalla alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna. Danni a privati, a infrastrutture e imprese, nonché al settore agricolo che registra da solo quasi 1 miliardo di euro di danni. I fondi sui quali si è potuto contare fino ad ora per il comparto agricolo sono un terzo dei danni diretti e indiretti accertati, e si attestano sui 325 milioni di euro. 106 milioni sono stati stanziati nel Fondo di solidarietà delle Regioni italiane.

Con la legge 100/2023 sono stati messi a disposizione 50 milioni di euro per i danni alle produzioni vegetali attraverso la piattaforma nazionale AgriCat, e 50 milioni di euro per i danni zootecnici e da frane. Inoltre, il Fondo di crisi europeo, cofinanziato dal Governo, ha messo in disponibilità altri 100 milioni di euro: con queste risorse, l’organismo pagatore nazionale Agea ha già effettuato pagamenti per un totale di 99 milioni alle imprese agricole.
La Regione, dal canto proprio, ha garantito 21 milioni di euro dal Programma di sviluppo rurale per il ripristino produttivo dei suoli.

È stato un evento senza precedenti nella storia osservata da quando nel 1921 si sono iniziati a raccogliere i dati idrologici, si legge nelle conclusioni della Commissione tecnica coordinata dal professor Armando Brath e composta da esperti esterni, nominata dalla Regione per analizzare quanto successo. Da subito si è cominciato a lavorare sul fronte dei beni pubblici per mettere in sicurezza fiumi, strade e centri abitati. La Regione Emilia Romagna sta lavorando al Piano speciale definitivo, che verrà approvato dalla struttura commissariale entro giugno. Comprenderà l’aggiornamento delle prime linee di intervento e l’integrazione delle progettualità individuate sul reticolo idrografico principale, secondario e di bonifica e sui versanti pedecollinari, collinari e montuosi. Il tutto sarà condiviso con i territori maggiormente colpiti. Dopo i primi interventi urgentissimi sugli argini dei fiumi ai lavori di consolidamento dei versanti in dissesto a ridosso degli abitati, fino al miglioramento delle condizioni di deflusso dei corsi d’acqua, il lavoro prosegue. 

Complessivamente, riporta la Regione, sono 402 i cantieri in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile che interessano le province colpite di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini, Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia. Di questi, 130 sono già stati completati, 158 quelli in corso e 114 in progettazione. Il tutto per un investimento totale di circa 343 milioni di euro, tra somme urgenze, urgenze, programmazione regionale anticipata e programmazione da altre fonti.

Gli interventi di somma urgenza in capo all’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile sono in tutto 66 per oltre 97 milioni di euro (ordinanze 6 e 19 del Commissario straordinario). Tre interventi (per circa 3 milioni) sono in fase di realizzazione, tutti gli altri già conclusi. Gli interventi urgenti sui fiumi, tutti in realizzazione, sempre in capo all’Agenzia, sono 152 per oltre 137 milioni (ordinanze 8 e 15 del Commissario straordinario). A questi si aggiungeranno ulteriori 56 interventi per un importo di circa 140 milioni. Oltre all’Agenzia per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, ci sono altri 298 interventi (di cui 148 già conclusi) di difesa idraulica per 267,5 milioni di euro sempre finanziati dalle ordinanze del Commissario ai Consorzi di Bonifica. Altri 78 interventi sono in capo ad AiPo (Agenzia interregionale per il fiume Po) per 39,2 milioni.

Per quanto riguarda i collegamenti viari, gli interventi sono in tutto 3.369, per 793,5 milioni di euro, in capo a diversi soggetti (primi fra tutti Comuni, Città metropolitana e Province).
Ampio il coinvolgimento nei momenti di criticità, e non solo, di forze dell’Ordine, Vigili del fuoco e, per l’emergenza, sono intervenuti oltre 14.300 volontari di Protezione civile, di questi circa la metà (7.650) dei Coordinamenti emiliano-romagnoli. 5.130 volontari sono stati garantiti dalle 13 Colonne mobili regionali intervenute: Toscana, Lombardia, Marche, Veneto, Liguria, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte, Umbria, Lazio, Valle d’Aosta, Abruzzo, Trento e Bolzano. Gli altri 1.520 hanno fanno riferimento alle organizzazioni nazionali. Con l’attivazione del Meccanismo europeo di Protezione civile, in breve tempo sono state registrate offerte da 9 Paesi membri, sulla base della prossimità geografica in totale 118 uomini e 55 mezzi. Da ricordare che il 20 maggio si è toccato il picco massimo di 36.600 sfollati. Sul sito dedicato, https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione, tutte le informazioni, gli atti e le ordinanze, la mappa dei cantieri e la serie dei video realizzati che raccontano (attraverso i tecnici) i lavori fatti lungo le aste dei fiumi.

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