Lotta biologica con bisce e ramarri, poco tempo fa in Emilia

ramarro

Forse non tutti sanno che, ancora qualche decennio fa, bisce e ramarri erano catturati: ma non uccisi, anzi destinati alla lotta biologica nelle risaie contro topi e altri animaletti golosi delle nascenti piantine di riso. La cattura, soprattutto delle bisce d’acqua, ma anche dei ramarri, avveniva nei maceri che costellavano la bassa emiliana, in particolare nel ravennate e nel ferrarese (i maceri servivano per la macerazione della canapa).

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Una campagna amara per lo zucchero

barbabietole

Cristian Calestani

È una campagna decisamente amara quella dello zucchero 2019. Le bietole sono state funestate da condizioni climatiche avverse e dal diffondersi del lisso, un insetto che ha danneggiato buona parte delle produzioni. I primi bilanci, al momento di andare in stampa, si era giunti all’incirca al conferimento dell’80 per cento del prodotto coltivato, sono dunque molto negativi.

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Lavoro, serve un maggior coordinamento tra associazioni di categoria e sindacati

valle del santerno

Lo scorso settembre i rappresentanti del Tavolo imprese del territorio imolese hanno partecipato all’incontro “Istituzioni, imprese e sindacati insieme per dare futuro al lavoro” alla festa di Cgil Imola. Nel corso dell’incontro sono state affrontate alcune problematiche legate a lavoro e occupazione, presenti nel settore agricolo ma comuni a tutte le categorie economiche del territorio.

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Risicoltori in difficoltà: giovani sono quelli che soffrono di più

Chiara Michelon crisi risicoltura

“Per risolvere i problemi del comparto risicolo, ma possiamo dire di tutta l’agricoltura, serve una vera e propria rivoluzione, azioni concrete e decise a livello unitario. Perché la crisi non ha colore e non ha bandiere.” – afferma Chiara Michelon, giovane imprenditrice agricola di Mezzogoro, che coltiva anche 45 ettari di riso.

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Ibrahim Saadeh è il nuovo presidente e Ad di Pempacorer

ortofrutta pempacorer

RAVENNA –  è il nuovo presidente e amministratore delegato dell’OP Pempacorer di Bagnacavallo (Ra). Ravennate, nato in Giordania e residente a San Bernardino di Lugo, laureato alla facoltà di agraria dell’Università di Bologna, subentra a Luciano Pula (andato in pensione) alla guida di una delle più grandi organizzazione di produttori a livello nazionale nel settore dell’ortofrutta, con 280.000 tonnellate di prodotti, oltre 1.100 soci (fra Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Puglia, Basilicata, Calabria), 29 cooperative/società nella compagine e un fatturato aggregato di circa 150 milioni di euro.

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Pere e mele, un campo catalogo di antiche varietà utile a ricerca e didattica

Mela Lavina

CASTELFRANCO EMILIA (Modena) – La tradizione in agricoltura non va confusa con arretratezza colturale (e culturale), bensì rappresenta un bagaglio di esperienze tecniche, di varietà ortofrutticole che altrimenti rischierebbero di andare perdute e, con esse, caratteristiche di rusticità e serbevolezza molto ricercate in tempi di cambiamento climatico e invasività di parassiti.

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Tecnici e giornalisti europei in visita al sorgo dell’azienda Bergami

sorgo gruppo

BOLOGNA –  Una delegazione di giornalisti e operatori agricoli ungheresi e austriaci ha partecipato nei giorni scorsi a una visita in Emilia Romagna che ha interessato diverse realtà impegnate nella produzione e/o nella lavorazione del sorgo.

L’iniziativa è stata promossa dall’Organizzazione interprofessionale europea Sorghum ID, impegnata in un progetto triennale volto a promuovere e a incentivare la coltivazione di questa coltura negli Stati europei.

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Saslà, un’antica varierà recuperata che piace ancora

uva sasla

Claudio Ferri

Anna Maria Manfredini coltiva l’uva da tavola sempre più apprezzata dai consumatori

CASTELLETTO DI SERRAVALLE (Bologna) – Il Chasselas, che per modenesi e bolognesi è ‘Saslà’, sta tornando nelle fruttiere di molte famiglie. Molto diffusa nel Novecento e fino ai primi anni sessanta, questa uva da tavola non è mai scomparsa dopo l’arrivo delle uve pugliesi e siciliane, e qualche filare è rimasto nelle colline bolognesi, area in cui, un tempo, se ne coltivavano grandi volumi. Le origini di questo vitigno bianco sono incerte, anche se probabilmente è originaria del Libano, un’uva che nel tempo si è consolidata in Europa, specialmente in Francia (dove è tutt’ora coltivata e dalla quale viene prodotto vino pregiato) e tantissimo in Svizzera.

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