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Diga di Ridracoli, esempio di lungimiranza per contrastare la siccità

Ridracoli

Lucia Betti*

RIDRACOLI (Bagno di Romagna) – Nel 1966, con una scelta saggia e lungimirante, gli amministratori locali decisero di dare vita al Consorzio Acque per le Province di Forlì e Ravenna.
La “prima pietra” di un percorso lungo oltre mezzo secolo che oggi vede come protagonista Romagna Acque-Società delle Fonti Spa nata nel 1994 (erede del Consorzio), a capitale totalmente pubblico, proprietaria (dal 2004) di tutte le fonti idropotabili per usi civili della Romagna, che effettua la fornitura all’ingrosso della risorsa per le province.

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Apicoltura, la smielatura estiva sarà una incognita

alveari

Alessandra Giovannini

A settembre il quadro sicuramente più preciso dell’annata 2022 per la produzione del miele, intanto, l’indagine produttiva ed economica dell’Osservatorio Nazionale Miele effettuata dalla rete di rilevatori dell’Osservatorio tramite interviste mensili ad apicoltori professionisti su tutto il territorio nazionale.

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Carote senza sbocchi commerciali

carote

Erika Angelini

MESOLA (Ferrara) – Un’annata difficilissima per la commercializzazione delle carote prodotte nel mesolano, area di terre sabbiose dove il “Paniere orticolo” rappresenta una voce essenziale dell’economia agricola. Oltre alle conseguenze di una siccità che non sembra mollare la presa e il timore che la risalita del cuneo salino finisca per impedire l’irrigazione, a incidere pesantemente sui redditi dei produttori sono i prezzi pagati per l’export. Siamo di fronte, infatti, a una forte svalutazione del prodotto esportato e alla chiusura di importanti sbocchi commerciali a causa del conflitto Russia-Ucraina, come spiega l’orticoltore di Mesola, Gianni Paganini.

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Grano duro, azioni speculative hanno fatto scendere i prezzi

mietitura

Claudio Ferri

Le rese del grano duro, da Nord a Sud, hanno subito una contrazione, più accentuata nel Mezzogiorno – con punte di oltre il 50% – mentre è meno marcata la flessione in Emilia Romagna, con differenze tuttavia tra gli areali produttivi: rispetto alle medie annuali si va da un meno 15% della pianura di Bologna fino ad un meno 25% nel ferrarese.

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“Una diga sull’Enza è più che mai necessaria”

Luca Soliani

REGGIO EMILIA – “La necessità di avere una diga sull’Enza non è più differibile. Siamo ancora in attesa che arrivi alla Bonifica il promesso finanziamento ministeriale da 3 milioni e mezzo per andare avanti con lo studio di fattibilità del progetto. Non vogliamo addentrarci su luogo di realizzazione e misure, ci sono tecnici e professionalità che dovranno stabilirli, ma crediamo che l’invaso non debba essere solo per uso agricolo ma per usi plurimi.

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In ricordo di Sofia Trentini. Vent’anni fa contribuì alla nascita di donne in campo

SofiaTrentini

Mara Biguzzi

Un poeta scrisse: “La morte non è niente, io sono solo andato nella stanza accanto. Ciò che ero per voi lo sono sempre. Datemi il nome che mi avere sempre dato, parlatemi come mi avete sempre parlato. Non abbiate un’aria solenne o triste, continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme. Sorridete, pensate a me pregate per me. La vita ha il significato di sempre, il filo non si è spezzato. Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri? Semplicemente perché sono fuori dalle vostre vite? Io non sono lontano… sono solo dall’altro lato del cammino”.

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Stefano Francia, ravennate, è il nuovo presidente di Cia Emilia Romagna

https://www.emiliaromagna.cia.it/stefano-francia-ravennate-e-il-nuovo-presidente-di-cia-emilia-romagna/

Claudio Ferri

BOLOGNA – Stefano Francia, ravennate di 33 anni, è il nuovo presidente di Cia Emilia Romagna. Francia, imprenditore frutticolo e attualmente anche presidente nazionale dei giovani agricoltori (Agia), succede a Cristiano Fini che lascia l’incarico a seguito della sua elezione al vertice della Confederazione nazionale.

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Nella pianura Padana i suoli presentano contenuti di carbonio organico inferiori allo 0,8%: reintegrare la fertilità dei terreni e dei suoi componenti

dossier carbon farming

Alessandra Giovannini

I dati di recenti indagini della Comunità Europea hanno evidenziato come i terreni coltivati ​presentano concentrazioni di carbonio organico molto basse (17,8 g kg-1) rispetto a praterie e vegetazione naturale (40,3 e 77,5 g kg-1), stimando che circa il 75% di tutte le terre coltivate dell’Ue abbiano concentrazioni in carbonio organico inferiore al 2%. In Italia, nella sola pianura emiliano romagnola, importanti superfici coltivate presentano valori di carbonio organico inferiori allo 0,8%.

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