Certezze difficili per il settore ortofrutticolo

Stefano Francia

Stefano Francia, presidente Cia Emilia Romagna

Il gelo avvolge l’Emilia Romagna ma non ruba la scena alla manifestazione più importante dedicata alla ortofrutticoltura. L’edizione 2023 di Macfrut segue una primavera difficile per le colture del territorio che, come ormai di consueto da alcuni anni a questa parte, è stata caratterizzata da diverse notti con la colonnina di mercurio che è arrivata a -5 gradi, con inevitabili conseguenze su gemme e piante in piena antesi.

La protezione passiva diventa sempre più un percorso ad ostacoli per i produttori, a partire dalla data di presa in carico del rischio da parte delle compagnie, fino alle condizioni contrattuali che prevedono franchigie elevate. 

Alla rassegna riminese, in programma dal 3 al 5 maggio 2023 al Rimini Expo Centre e giunta alla quarantesima edizione, sarà presente anche la Confederazione che si fa promotrice di alcuni eventi: il 3 maggio, alle ore 15.00 presso l’area meeting Cia-Agricoltori Italiani, padiglione D2 stand 029, si terrà il convegno “Carbon farming: le esternalità positive dell’Ortofrutta” in collaborazione con Crea, a cui seguirà, il giorno successivo, nello stesso stand, una tavola rotonda dal titolo “Biocontrollo: progressi e futuro verso un’Agricoltura sostenibile” in collaborazione con Ibma Italia. 

Due appuntamenti in cui Cia vuole portare il proprio contributo ai produttori in un momento assai difficile. Le soluzioni ai problemi sono tante, e dire che il comparto ortofrutta ha numeri da capogiro: i dati Ismea ricordano che rappresenta un quarto della produzione agricola nazionale con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura, per 300 mila aziende coinvolte. 

Nel 2022 l’Italia ha prodotto circa 25 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli, dato sostanzialmente in linea con l’anno precedente. Il valore della produzione ortofrutticola alla fase agricola ammonta a circa 15 miliardi di euro mentre le esportazioni nel 2022 hanno superato i 10 miliardi di euro (freschi e trasformati). 

L’Emilia Romagna ha un peso importante in questa declinazione di cifre. Purtroppo, a fronte di uno ‘scontrino’ pro capite di ortofrutta pari a 126 kg con una spesa di 313 euro, al dettaglio gli acquisti hanno registrato una flessione del -2,7%. 

Il comparto, che trova una sintesi in una rassegna internazionale, chiede sempre più certezze: dai mercati in primis, ma soprattutto dal mondo della ricerca che può dare da un lato risposte concrete in fatto di piante più resistenti, e dall’altro soluzioni sostenibili per la difesa fitosanitaria.

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