Confermato l’aiuto accoppiato e la possibilità di accedere agli aiuti agroambientali per il pomodoro - Agrimpresaonline Webzine

Confermato l’aiuto accoppiato e la possibilità di accedere agli aiuti agroambientali per il pomodoro

dossier pomodoro da industria

Claudio Ferri

BOLOGNA – Una siccità senza precedenti ed un aumento dei costi energetici e dei mezzi tecnici, altrettanto eccezionali, hanno caratterizzato la campagna 2022 del pomodoro da industria nel Nord Italia, una delle più difficili degli ultimi anni. Ciò nonostante i quantitativi prodotti e consegnati alle industrie di trasformazione sono risultati prossimi agli impegni contrattuali sottoscritti ad inizio giugno e le rese ad ettaro, pur inferiori a quelle record del 2021, sono state significativamente superiori alla media dell’ultimo quinquennio. In calo invece le rese industriali. Fa il punto della situazione Tiberio Rabboni, presidente dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia, l’Organizzazione interprofessionale che raggruppa gli operatori economici della filiera del Nord Italia.

“Il Nord Italia ha prodotto e trasformato 2, 89 milioni di tonnellate con una flessione rispetto allo scorso anno del 6,3% – ricorda Rabboni – . Nel Centro Sud il calo è stato del 12%, in Spagna e Portogallo del 29%, in Europa del 17,6%”.

Nelle regioni del Nord Italia come è andata?

Le cose sono andate meglio per almeno tre ragioni: la consolidata specializzazione degli addetti, l’impegno corale di agricoltori, bonifiche, autorità di bacino e Regioni per gestire al meglio la poca acqua irrigua disponibile, l’esistenza di un sistema contrattuale ed interprofessionale di filiera che garantisce a tutti gli operatori, prima ancora che la campagna inizi, stima del fabbisogno di materia prima, certezze di superfici coltivate, prezzi concordati, collocazione della produzione, lealtà e trasparenza.

Qual è il valore aggiunto che ha contraddistinto questo areale produttivo’

In definitiva la differenza l’ha fatta la propensione ad agire in modo corale ed organizzato. Una propensione di cui vi sarà ancor più bisogno nel 2023 per gestire una campagna che si profila sicuramente diversa da quella appena conclusa, sia per l’aggravarsi della carenza irrigua nel Nord Italia, visto il protrarsi del fenomeno siccitoso, sia per il probabile ritorno dei paesi iberici, e degli altri concorrenti internazionali, ai quantitativi normali di produzione.

Ci sono contromisure da adottare?

Difficoltà e rischi si possono minimizzare attraverso una puntuale programmazione del fabbisogno di materia prima e di superfici, una contrattualistica territoriale conseguente e tempestiva, una preventiva intesa interistituzionale per l’ottimizzazione delle scarse risorse irrigue disponibili e, non ultimo, la veloce realizzazione dei progetti irrigui dei Consorzi di Bonifica già finanziati dal Pnrr e dagli altri fondi di scopo per l’ammodernamento delle reti e per l’incremento delle disponibilità.

Cosa è previsto per la nostra regione?

Nella sola Emilia Romagna è atteso un aumento di circa 75 milioni di metri cubi. Nel 2023 prenderà inoltre avvio il Piano Nazionale della nuova Pac 23-27. Siamo soddisfatti di avere contribuito a due importanti misure a favore dei produttori di pomodoro: la conferma dell’aiuto accoppiato e la possibilità di accedere agli aiuti aggiuntivi agroambientali previsti dall’Eco schema 4.

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