Continuare ad investire, nonostante le difficoltà - Agrimpresaonline Webzine

Continuare ad investire, nonostante le difficoltà

Erika Angelini

San Bartolomeo in Bosco (Ferrara) – Nella sua azienda di San Bartolomeo in Bosco (Fe) coltiva pere e mele. Per il comparto frutticolo chiede una soglia di prezzo minimo per combattere le speculazioni.
L’emergenza sanitaria non ha colpito l’attività della sua azienda. Ma Nicolò Sisti, 26 anni, giovane frutticoltore di Agia Ferrara, ha vissuto come in una “bolla”, in attesa di capire cosa accadrà nei prossimi mesi, quando inizierà la raccolta e la commercializzazione dei prodotti. Perché i problemi del comparto sono rimasti e hanno pesato sul futuro delle aziende anche durante la pandemia rischiando, semmai, di peggiorare. E di mettere in crisi molti imprenditori under 30 che, come Nicolò, vogliono continuare a investire e a lavorare nel settore agricolo.

Cosa è cambiato da quando hai scelto di diventare agricoltore?

Dopo il diploma all’Istituto Tecnico e Professionale Agrario F.lli Navarra di Ferrara ho iniziato a lavorare come coadiuvante nell’azienda frutticola di famiglia.
Dopo qualche anno ho chiesto il sostegno del Psr per l’insediamento come giovane agricoltore e ho iniziato a condurre l’azienda. Ho investito in nuovi impianti di melo e pero e così è iniziata ufficialmente la mia “avventura” di frutticoltore. Sicuramente in cinque-sei anni la situazione della frutticoltura ferrarese è peggiorata notevolmente, perché le insidie da affrontare a livello climatico, agronomico e di mercato sono cresciute in maniera esponenziale. Erodendo, in maniera altrettanto esponenziale, i nostri redditi.

Come diceva una canzone “È un mondo difficile, futuro incerto e felicità a momenti”?

Ottenere un prezzo equo per il proprio prodotto di qualità è difficile. Andare in banca per avere liquidità è difficile, soprattutto per i giovani. Contrastare fitopatologie sempre più aggressive è quasi impossibile, penso alla cimice e alla Maculatura bruna.
L’incertezza fa parte di questo lavoro e in parte bisogna conviverci, ma bisogna avere anche strumenti di difesa adeguati per essere “felici” almeno un po’. Se la cimice non si può debellare a breve, perché sperimentazioni su nuovi prodotti e contrasto biologico richiedono tempi lunghi, allora si deve snellire la burocrazia per i contributi su monitoraggio e reti protettive. Allo stesso modo, se la maculatura è diventata un problema gravissimo, non si possono togliere le poche molecole efficaci nel contrastarla.

L’epidemia ha avuto un impatto concreto sul tuo lavoro?

A proposito di strumenti di difesa, c’è stato il rallentamento dell’iter regionale per ottenere il contributo all’acquisto delle reti anti-cimice. Ho presentato domanda ma l’istruttoria non procede, fatto non trascurabile considerando che a luglio inizierà la raccolta delle varietà precoci di pere. Ma la preoccupazione è per il futuro prossimo. In questi anni, soprattutto a livello di mercato, abbiamo attraversato una vera e propria “emergenza continua” del comparto frutticolo che in questi mesi è passata, forse anche giustamente, in secondo piano.
Noi agricoltori siamo diventati improvvisamente essenziali per nutrire la popolazione, simbolo di chi si sacrifica per il bene del paese e continua a produrre, nonostante tutto. Non senza una buona dose di retorica.
Ma non per questo si sono fermate le speculazioni all’interno delle filiere, i prezzi pagati per i prodotti sono diventati remunerativi o si è pensato sul serio a interventi strutturali per sostenere il nostro settore in maniera concreta. Certo, ci sono stati anche interventi positivi: dalla regolarizzazione della manodopera, alla possibilità di richiedere anticipi Pac e liquidità soprattutto per chi, penso al settore agrituristico, si è fermato del tutto. Ma noi frutticoltori potremmo commercializzare ed esportare liberamente? Ci sarà l’Unione europea a vigilare maggiormente sulle bolle speculative e la concorrenza? Nessuno lo dice, nessuno lo sa ancora, tantomeno le aziende agricole.

Nonostante tutto, si continua?

Si continua, si investe, si crede che fare frutticoltura di qualità e ottenere un reddito equo sia possibile.
Vanno bene i contributi europei e il sostegno ai giovani agricoltori, anche se vorrei continuare a produrre bene, non in perdita e meritare i soldi che guadagno.
Con una speranza e una proposta forse utopica: una soglia di prezzo per i prodotti frutticoli sotto la quale dovrebbe essere illegale scendere e commercializzare.
Così, forse, si potrà salvare la pericoltura ferrarese e gli investimenti dei giovani agricoltori.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat