Costruiamo una prospettiva all’agricoltura italiana - Agrimpresaonline Webzine

Costruiamo una prospettiva all’agricoltura italiana

Antonio Dosi, presidente Cia Emilia Romagna

Agrinsieme Emilia Romagna entra nel vivo delle iniziative di mobilitazione, partite alcune settimane fa in altri territori, dopo aver esperito, in modo coeso e puntuale, tutti i possibili sforzi nei confronti dei decisori istituzionali

a tutti i livelli durante i percorsi parlamentari delle norme approvate in questi mesi (Competitività, Stabilità, Milleproroghe, Jobs act e altri in via di definizione).

Con alcuni apprezzabili risultati come le modifiche e le semplificazioni ad alcune norme fiscali, alla revisione delle macchine agricole, ai fondi per la valorizzazione e promozione, alle dotazioni mantenute nel “pacchetto sociale”, ma anche con norme prima confermate poi cancellate (deduzioni Irap) o solo rimandate (vicenda Imu).
Ripartiamo quindi con il flash mob per il futuro dell’agroalimentare italiano, per propria caratteristica un “grido silenzioso” di sensibilizzazione, richiamo alle coscienze, richieste e proposte avanzate dal mondo agricolo alla politica e alla società. Con tutti gli argomenti che lo accompagnano che si possono riassumere in poche frasi: “Anche nel 2014, nonostante l’aumento in valore del Pil agricolo, 9% specifico e 15% considerando l’indotto più ristretto, i redditi delle aziende scendono mediamente del 2% con punte negative molto più alte”.

“Tutti si affannano a magnificare l’aumento, in valore e in considerazione, delle esportazioni per il made in italy agroalimentare e non si preoccupano nei fatti di costruire le condizioni necessarie alla sopravvivenza delle imprese agricole”.

“I disastri legati alla mancata presenza dell’uomo e alla non custodia e manutenzione del territorio sono quasi quotidianamente cronaca, viceversa ci si inventano imposte delimitate sulla carta, con un tratto di matita, che di fatto accrescerebbero il problema”.

In quanto appena detto stanno i capitoli trattati nel flash mob del 20 marzo che portiamo a Roma il 31: burocrazia, fisco, territorio, reddito.

Burocrazia e semplificazione, l’ennesima richiesta di definire e applicare norme volte a tagliare i vincoli e i controlli inutili, quelli che non portano nessun beneficio alla capacità produttiva, come pure alla qualità e salubrità delle produzioni e, viceversa, aumentano i costi degli agricoltori e il prezzo dei prodotti per i consumatori.

Fisco: ferma opposizione all’Imu così come congegnata, ribadendo anche la nostra intenzione a partecipare con nostre proposte alla revisione del sistema impositivo in agricoltura.
Che lo renda quindi equo (al proprio interno) e sostenibile in base ai redditi realmente ottenibili.

Territorio: oltre al ragionamento già espresso sul dissesto idrogeologico e al ruolo di sentinella/custode/manutenzione che l’agricoltura fa nel costruire e difendere giorno per giorno il paesaggio, la sua “naturalità” (concetto che prevede la presenza dell’uomo agricoltore) e il fattore/valore traino che il territorio italiano ha nei confronti dei prodotti, tipici e non, dell’agroalimentare italiano come pure di altri settori economici (turismo, artigianato ecc).

Il tema reddito riassume il senso del nostro “grido”. Nel concetto sono inseriti i temi legati alla applicazione del prossimo programma Pac – Psr, i conti delle filiere più in crisi, i costi e gli svantaggi normativi del sistema Paese, la sostenibilità economica che andrebbe favorita per chi fa agricoltura anche con un ruolo sociale diversificato rispetto alla comune percezione. Per cui a quanto detto al punto precedente vanno aggiunte la presenza capillare e il conseguente ruolo sociale, nonché la possibilità di partecipare nel dare servizi ad aree interne, collinari, montane o poco abitate. Riteniamo questo sia un “pacchetto” di ragioni e di propositi condivisibili e applicabili, come pure un fondato “investimento” per cambiare realmente “verso” al futuro di questo Paese.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat