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Dare concretezza ai provvedimenti dell’Esecutivo

Agosto 2013

Antonio Dosi – presidente Cia Emilia Romagna
Dopo un periodo iniziale prolungatosi per molte settimane (e provvedimenti!) all’insegna del “rinvio”, Governo e Parlamento…

Antonio Dosi, Presidente Cia Emilia Romagna

si stanno finalmente approssimando ad una concezione più concreta e fattiva del loro mandato.

Il caso nello specifico è la trasformazione in legge del cosiddetto decreto del “Fare”. Gli interventi contenuti nel provvedimento approvato sono una prima, seppur parziale, testimonianza di attenzione per il settore agricolo, cosa che era mancata clamorosamente da parte dei precedenti Governi. Come vedremo di seguito, con la pressione politica esercitata dal mondo agricolo e, in modo particolare, l’impegno di Cia e Agrinsieme, si è riusciti ad ottenere alcuni miglioramenti a favore del comparto.

Alcuni riferimenti sullo specifico delle norme approvate ultimamente dal Parlamento.

Sul piano della competitività, oltre alla già prevista imposizione fiscale agevolata per il gasolio delle serre, vanno segnalate l’estensione alle aziende agricole dell’agevolazione prevista per le piccole e medie imprese per acquisto o leasing di macchinari e impianti, così come le agevolazioni contributive per i lavoratori delle cooperative agricole delle zone svantaggiate o di montagna. Interventi concreti che aumentano la competitività delle singole imprese agricole, strumenti immediatamente operativi che forniscono agli imprenditori una risposta vera alle esigenze del mondo produttivo. Ed è anche un segnale di attenzione importante al mondo cooperativo da parte del Governo, che da molti anni attendeva la norma sui lavoratori delle zone di montagna.

Grande importanza hanno anche altri due interventi: il rifinanziamento della legge 499/99, che consente al Mipaaf di poter rispondere con le adeguate risorse alla sfida di Expo 2015, e l’inserimento nella cabina di regia per l’attuazione dell’agenda digitale del Ministro delle politiche agricole. In particolare quest’ultima norma ha lo scopo fondamentale di favorire l’accesso ad Internet nelle zone rurali.

Sulla parte “semplificazione” invece si poteva e si dovrà fare di più in seguito. Da una parte sono apprezzabili le norme che riguardano le emissioni in atmosfera (riso e cantine in particolare) e la possibilità di omologazione delle macchine agricole anche presso organizzazioni abilitate e non solo ai dipartimenti del Ministero dei trasporti, nonché il differimento per la realizzazione dei corsi abilitanti l’uso delle macchine agricole al 22 marzo 2015.
Dall’altra non è entrata la richiesta di semplificazione per i depositi di carburante e il Durt (Documento unico di regolarità tributaria).

Pur in una situazione complessa ci rendiamo conto che si è lavorato per attivare opportunità e per risolvere problemi concreti di un settore, quale quello agricolo, importante sia per la propria capacità di tenuta in termini produttivi ed occupazionali, sia per la sua valenza su comparti connessi quali il settore turistico ricettivo, l’indotto commerciale, della trasformazione e i trasporti.
La competitività, infatti, si gioca sia sugli strumenti a disposizione che sulla capacità di superare limitazioni che in molti casi rallentano e sminuiscono le potenzialità dell’agricoltore.

In tal senso attendiamo la concretizzazione dell’impegno preso dal governo “a fornire soluzioni strutturali” per il superamento dell’Imu sulla prima casa e nell’ambito di una revisione della tassazione sugli immobili entro il 31 agosto. La tassazione patrimoniale sui terreni e fabbricati rurali deve infatti essere oggetto di una profonda riforma, che magari includa in un’unica voce anche i contributi generali di bonifica, e che consideri la vocazione strumentale dei fabbricati rurali.

Gli aumenti sconsiderati dell’Imu agricola vanno rivisti, così come vanno superati gli astrusi regimi di deroghe ed esenzioni su base territoriale.

 

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