Filiera del pomodoro da industria assediata da vecchie e nuove minacce - Agrimpresaonline Webzine

Filiera del pomodoro da industria assediata da vecchie e nuove minacce

pomodoro da industria

Tiberio Rabboni, presidente Oi pomodoro da industria Nord Italia

La filiera del pomodoro da industria del Nord Italia, protagonista di primo piano del successo del Made in Italy agroalimentare nel mondo è, purtroppo, assediata da vecchie e nuove minacce. Innanzitutto dalle conseguenze del cambiamento climatico. Le anomalie meteorologiche sono all’ordine del giorno e con esse i danni alle coltivazioni.
A queste si aggiungono, anche per un effetto indotto, le conseguenze della non sempre sufficiente disponibilità irrigua territoriale e della virulenza di alcune fitopatie, quali la Peronospora, la Ralstonia solanacearum, il ragnetto rosso, ancora incontrollate e latenti e, in determinati areali produttivi, aggressive. Tutto ciò condiziona la resa quantitativa e qualitativa della coltura e quindi, in ultima analisi, la sua effettiva redditività annuale media, al di là dei valori, più o meno congrui, definiti dalla libera contrattazione tra le parti agricole ed industriali.

Altre difficoltà sono generate dal frequente disallineamento tra quantità previste e contrattate e quantità effettivamente disponibili. Ne conseguono ricadute negative per tutti e tensioni sempre problematiche.
Infine, dal punto di vista commerciale cresce la preoccupazione per l’aggressività delle produzioni iberiche, per il calo dei consumi italiani di trasformato e per l’impatto del Covid-19 sulle alcune tipologie commerciali, ovvero la drastica e drammatica riduzione del canale ‘ristorazione’ compensato solo parzialmente dal modesto incremento del canale ‘distribuzione al dettaglio’.

Ciò che tuttavia si può dire, perché sta avvenendo, è che nel Nord Italia la filiera del pomodoro esiste, è organizzata nella interprofessione e reagisce alle difficoltà. Lo fa innanzitutto con la programmazione produttiva. Nel 2020 il contratto quadro d’area ha introdotto un nuovo meccanismo di corresponsabilità che ha ben funzionato.

A fine campagna sono state lavorate 2.741.982 ton. pari al 95% del contrattato ad inizio campagna. Per quanto riguarda ragnetto rosso e Ralstonia, l’interprofessione si è fatta promotrice, assieme ad altri partner e Università, di altrettanti progetti sperimentali per individuare, a breve, nuove ed efficaci strategie di difesa. È, inoltre, capofila di un progetto per l’utilizzo delle immagini satellitari sull’insieme dei campi a pomodoro ai fini dell’individuazione precoce delle malattie, del monitoraggio dello sviluppo fenologico, dell’avanzamento della raccolta e delle stime di produzione.
Per l’accrescimento delle disponibilità irrigue, oltre ad avere condiviso le proposte di investimento dei consorzi di bonifica di Parma e Piacenza, ha colloquiato positivamente con l’assessore emiliano sulla necessità di nuovi invasi ad uso plurimo.

Infine, l’interprofessione sta collaborando con il Crea e con il Mipaaf per concretizzare a breve tre progetti nazionali di aiuto alla filiera: la messa punto di una proposta di strategia nazionale per il pomodoro nella nuova Pac, la promozione del consumo dei trasformati del pomodoro italiano, la selezione di nuove varietà di maggiore resistenza e qualità.

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