Il mercato premia i produttori di noci da frutto, una coltura in crescita

Alessandra Giovannini

IMOLA – “L’ultimo dato positivo è che il prossimo anno pianteremo altri sette ettari di alberi di noce su un’area a Sasso Morelli di nostra proprietà, dove in passato c’erano pescheti. Lì ci passa il canale Emiliano Romagnolo e l’acqua per questa coltura è fondamentale”. Partiamo da qui con Daniele Morini, vicepresidente e responsabile amministrativo della società agricola Caci, controllata dalla coop Cti, l’azienda che coltiva noceti per 33 ettari in via Carpe ad Imola.

“Io alle noci ci ho pensato già nel 1997” – racconta Clemente Di Placido, collaboratore della Caci, che in quell’anno decise di inglobare una delle principali aziende agricole della regione. – A quel tempo ero responsabile della sezione agricola, avevamo a disposizione 1.000 ettari di terreno, una sovrapproduzione di frutta e una forte crisi di mercato. Mi avevano colpito le esperienze in Veneto e in Romagna a San Martino in Strada, comune di Forlì. Perché non copiare progetti positivi e, soprattutto, nuovi? Abbiamo iniziato nel 2006 e in pochi anni abbiamo piantato 33 ettari di noci della varietà Chandler in località Pontesanto, alle porte di Imola”.

Una scelta che si è dimostrata particolarmente felice.

“Siamo molto contenti della produzione e del mercato. – ribatte Morini – Quest’anno buona qualità e buona quantità. L’anno scorso abbiamo staccato seimila scontrini e quest’anno in una sola giornata sono venute 230 persone. Pensiamo di finire tutto il raccolto a metà dicembre. E dire che abbiamo iniziato a riempire sportine a metà ottobre”. 1.500 quintali di prodotto, in linea con il 2017 soprattutto della varietà californiana Chandler, una piccola parte della varietà Lara e una parte che è un incrocio tra la Franquette e Howard e tanti i progetti per il futuro che non riguardano solo nuovi impianti.
#amoreperlaterra è, infatti, il nome dell’hashtag che accompagna il progetto di promo-valorizzazione dedicato alle Noci Italiane Chandler, che parte proprio da Imola ma che, grazie al web, vuole diffondersi a livello nazionale per sensibilizzare le persone a un consumo consapevole di noci 100% italiane, per sostenere i produttori della nostra penisola che hanno a cuore la genuinità e la bontà del prodotto. Basterà collegarsi a www.fruttaebacche.it, sito specializzato nella vendita di frutta secca e disidratata per acquistare le noci made in Imola. “Questa collaborazione commerciale con l’azienda ravennate Euro Company – dice Morini – mi permette di sottolineare ancora una volta la validità e l’importanza fondamentale della filiera corta. Le persone vengono da noi, direttamente nel nostro punto vendita e sanno quello che acquistano, c’è una vera e propria tracciabilità del prodotto. Da oggi anche su internet”.

Ma a cosa è dovuto tutto questo interesse per le noci?

“Intanto, – ribatte sempre Morini – la frutta secca e le noci in particolare, sono sempre piaciute e poi non ci dobbiamo nascondere che gli organi di informazione ci danno una grossa mano ricordando le tante proprietà di questo frutto”.

In una conferenza che si è tenuta pochi giorni fa all’American Heart Association (AHA) a Chicago, sono stati presentati due nuovi studi che dimostrano come, anche una piccola dose giornaliera di noci, può favorire la salute metabolica generale e mantenere il peso che tendiamo a guadagnare con l’avanzare dell’età. Ma le noci, evidenziano ancora gli studi, offrono anche benefici cardiovascolari, un potenziale miglioramento della fertilità, uno stimolo per la memoria e l’intelligenza. Tutto questo, secondo gli esperti, è dovuto alla presenza di acidi grassi insaturi, fibre, proteine ​​e altre sostanze benefiche in esse contenute. Una produzione da incentivare tanto che, proprio ad Imola, l’anno scorso l’associazione degli ex allievi dell’Istituto tecnico agrario Scarabelli di Imola ha organizzato una giornata di studi dal titolo “Il noce da frutto: opportunità per il territorio? Considerazioni ed esperienze”. La giornata voleva raggiungere i tecnici e gli imprenditori ma anche, e soprattutto, gli studenti dell’istituto che saranno tecnici e imprenditori agricoli del futuro. Dunque, quantità, qualità, bontà, salute. C’è proprio tutto per incitare i giovani ad avvicinarsi a questa coltivazione. “Attenzione – sottolinea Morini – non è tutto immediato. Gli investimenti sono costosi, non ci sono aiuti, né contributi, tutto è meccanizzato e i costi sono da ammortizzare. Tra l’altro noi le macchine dobbiamo acquistarle dalla Francia, perché in Italia non c’è la cultura della frutta secca. Poi i tempi. Non stiamo parlando di alberi da frutto, come pesche o mele ma di noci e ci vogliono anni, anche sette, prima di avere il prodotto. Oggi c’è una grande richiesta. E domani? Io imprenditore devo avere la certezza a chi dare cosa. Ma questa affermazione riguarda tutto, non solo le noci. Realtà che raccontiamo anche alle scuole che ci vengono a far visita e a vedere gli impianti”. Non vogliamo certo chiudere questo articolo con parole negative che raccontano, comunque, una verità. I consumi alimentari sono cambiati e sempre più si cercano frutti e produzioni lasciati in un angolo o dimenticati. Magari, proprio anche grazie alla Caci si potrebbe aprire una grande opportunità.

Il futuro ce lo dirà.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat