Le imprenditrici sono multitasking e si adattano meglio ai cambiamenti che caratterizzano il settore agricolo - Agrimpresaonline Webzine

Le imprenditrici sono multitasking e si adattano meglio ai cambiamenti che caratterizzano il settore agricolo

Luana Tampieri, presidente Donne in Campo Emilia Romagna

Anche quest’anno in occasione della “Giornata Internazionale della Donna”, giornata ufficializzata dall’Onu solo nel 1977, l’Associazione Donne in Campo Emilia Romagna si mobiliterà con le altre Associazioni del ‘Sistema Cia’ per ricordare e riconoscere le conquiste politiche, economiche e sociali del genere femminile.In quell’occasione DiC festeggerà i suoi vent’anni dalla nascita.
Sarà una giornata che vedrà al suo interno la presenza di tutte le nostre associate che avranno come obiettivo quello di raccontare le loro esperienze e le loro scelte di vita. Inoltre vi sarà la presenza di una storica, che farà un excursus sul lavoro delle donne in agricoltura dal dopoguerra ad oggi.

Riproporremo anche la mostra fotografica “Scatti di Campagna” che racchiude circa un centinaio di foto fra storiche e recenti, di imprenditrici agricole dell’Emilia Romagna e che rimarrà esposta presso l’Istituto Cervi, a Gattatico di Reggio Emilia, dall’8 marzo al 7 aprile prossimi. Secondo dati dell’Istat 2018, il tasso di occupazione femminile è pari al 49% e in costante crescita negli ultimi quattro anni. Tale dato, messo in relazione alla media europea rimane un tasso non positivo, in quanto più basso rispetto al livello europeo che si attesta invece al 62,4%. Un altro dato negativo che ci deve far riflettere è il differenziale salariale di genere complessivo pari al 43.7%, che ha come obiettivo quello di evidenziare la disparità nella retribuzione complessiva tra uomini e donne (dati Commissione europea 2018). Per quanto riguarda il settore agricolo, si assiste ad una nuova attenzione da parte di tante giovani donne mediamente più qualificate degli uomini (diplomate o laureate) a capo delle aziende stesse, inoltre è importante sottolineare che circa il 40% della manodopera è femminile e che essa apporta un importante contributo al raggiungimento dell’obiettivo dell’azienda stessa.

donne in campoC’è un patrimonio immateriale nel fare impresa al femminile che risponde in pieno ai nuovi bisogni della società postindustriale: la qualità della vita, l’identità, il benessere, il tempo della natura ed i suoi ritmi, la responsabilità sociale.

Come spesso dico, è risaputo che le donne hanno una visione diversa dagli uomini, dovuta anche grazie ad una sensibilità maggiore rispetto agli uomini, e questa sensibilità la vediamo soprattutto nei modi di affrontare la vita quotidiana. Questo probabilmente perché, oltre a dover lavorare come gli uomini, le donne devono comunque seguire la casa, i figli e spesso i parenti anziani, sottraendo tempo per loro stesse.

Per quanto riguarda l’agricoltura, non è un caso se le maggiori novità si sono avute con l’ingresso della donna stessa in maniera attiva.
I temi da mettere sul tavolo di lavoro per la vita delle nostre aziende sono tanti, e questo a prescindere che l’azienda venga guidata da un uomo o da una donna. Questo perché oggi più che mai ritengo che il problema di far reddito nel nostro settore lo abbiamo a prescindere che l’azienda sia guidata da una donna o da un uomo.

Possiamo concludere dicendo che le donne sono più multitasking (in grado di fare più azioni contemporaneamente N.d.R.) rispetto agli uomini, infatti si adattano meglio ai cambiamenti che caratterizzano anche il settore agricolo.

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