Nocciole, in Romagna dimezzata la produzione

nocciolo

Emer Sani

FORLì – La produzione di noci e nocciole mostra una tendenza a macchia di leopardo che ricalca la localizzazione delle gelate di primavera. Se per le prime i quantitativi possono addirittura aumentare, nel secondo caso le rese sono dimezzate.

“L’andamento sembra buono, spiega Denis Fabbri, dell’omonima azienda agricola di Forlì, ci sono state poche precipitazioni nei mesi primaverili, il noce soffre con le piogge”. Le piogge infatti creano problemi di con batteriosi e antracnosi. “Sono funghi, quindi quando piove molto questi proliferano e fanno più danni – prosegue Fabbri -, a maggio, che è il momento più critico, è stato particolarmente asciutto, ma questa malattia c’è comunque e bisogna conviverci. I frutti cadono a terra e diventano una mancata produzione”. La resa dello scorso anno è stata mediamente di 40 quintali di prodotto secco per ettaro. “Il 2020, secondo me, potrebbe andare anche meglio, la qualità sicuramente ne giova della particolare condizione meteo”. L’ultima parola la diranno le previsioni atmosferiche di ottobre.

“L’ultimo mese alla pianta potrebbe ancora fare la differenza, speriamo che non piova tantissimo, che il meteo sia nella norma, ovvero un po’ di acqua intervallata a periodi di tempo buono. Questo ci permetterà anche di fare la raccolta meccanica, in modo che il prodotto non rimanga troppo a terra sul bagnato”. Fabbri vende direttamente a privati o gruppi Gas. “L’anno scorso il prezzo è stato di 7,5 euro al chilo, i grossi gruppi che lavorano frutta secca propongono prezzi per noi non sostenibili”. Le nocciole si raccolgono da metà agosto fino ai primi di ottobre. “

Quest’anno le gelate primaverili hanno creato molti problemi, la produzione è più che dimezzata”, dice Luca Pretolani, titolare di un’azienda agricola a Mezzano di Ravenna. Se la resa media per ettaro lo scorso anno è stata sui 20 quintali per ettaro, “nella zona del ravennate per il 2020 si può tranquillamente dimezzare il quantitativo”.

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