Psr, troppa burocrazia, Parmigiano e pomodoro: i temi dell’assemblea Cia - Agrimpresaonline Webzine

Psr, troppa burocrazia, Parmigiano e pomodoro: i temi dell’assemblea Cia

Marzo 2017

Cristian Calestani

PARMA – Sono stati tanti i temi agricoli analizzati in occasione dell’assemblea annuale di Cia Parma. All’agriturismo Le Cascatelle di San Nicomede, tra le colline di Salsomaggiore, ci si è confrontati su tematiche molto care agli agricoltori quali il Psr, la revisione della Pac, la necessità impellente di ridurre la burocrazia, le strategie per prorogare le quotazioni incoraggianti del parmigiano e per programmare la campagna del pomodoro.

Ad aprire i lavori l’intervento del direttore di Cia Parma Guido Baratta. Quindi parola alla presidente Ilenia Rosi: “Nel 2017 festeggiamo i quarant’anni dell’associazione – ha dichiarato -, quarant’anni durante i quali abbiamo lavorato per valorizzare le aziende agricole e durante i quali gli imprenditori agricoli sono stati parte importante dei cambiamenti dell’economia”.

Primo tema passato ai raggi x quello della gestione delle domande del Psr, contraddistinto da un vero e proprio boom di richieste di finanziamento da parte degli agricoltori. “Molte richieste, seppur ammissibili – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura Simona Caselli – non sono state finanziate ma – ha concluso Caselli – stiamo compiendo tanti sforzi per cercare di soddisfare il maggior numero di richieste possibili, che testimoniano una notevole propensione all’investimento da parte del settore primario”.

Passa invece dall’impegno nel cercare nuovi sbocchi commerciali sui mercati esteri, la strategia vincente di cui ha parlato il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Alessandro Bezzi che ha fatto un passaggio sui piani produttivi: “si sono posti dei paletti ben precisi. Chi ha le quote parmigiano fa parte del sistema, altrimenti le quote vanno comprate e bisogna rispettare regole ferree”. Di pomodoro si è parlato con il presidente dell’Oi Tiberio Rabboni: “dalle difficoltà attuali si può uscire solo puntando sull’autogoverno della filiera, programmando in modo serio e puntuale la produzione, con la consapevolezza che una sovrapproduzione, rispetto alle capacità di assorbimento del mercato, è dannosa per tutti”.

Tra i temi anche gli aiuti ai terremotati – in merito l’assessore Caselli si è complimentata con la Cia per il contributo fatto pervenire alle aziende agricole del Centro Italia – e la revisione della Pac, per la quale Caselli ha parlato “dell’impegno per fare in modo che gli aiuti europei non si basino tutti sulle superfici, ma tengano conto delle produzioni di valore”.

“Abbiamo sempre considerato sbagliato ridurre le produzioni – ha sostenuto il vicepresidente nazionale Cia Antonio Dosi – ritenendo che sia meglio puntare sull’apertura di nuovi spazi in mercati esteri. Di sicuro molto resta da fare, ad esempio per superare l’embargo russo, un provvedimento che deriva da scelte politiche, ma che in sostanza subiamo noi agricoltori. Per il pomodoro ritengo che anche i trasformatori si debbano mettere nell’ottica di non puntare solo sulle passate, ma investire maggiormente sulla qualità”. Quindi sul Psr Dosi ha messo in evidenza che “l’80% delle domande Cia sono risultate ammissibili, rispetto ad una media generale del 71%, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto dai nostri tecnici. Resta la preoccupazione per il futuro,  per la scarsità delle risorse a fronte delle tante domande”. Infine sulla revisione della Pac ha rimarcato: “urge una semplificazione in materia”.

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