Sessanta vendemmie, le ha festeggiate la Cantina di Castelfranco Emilia

cantina di castelfranco

Claudio Ferri

Premiati ex presidenti ed enologi

CASTELFRANCO EMILIA (Modena) – Correva l’anno 1959 quando venne realizzata la prima vendemmia della Cantina di Castelfranco Emilia, anni difficili quelli, che stimolarono la nascita di strutture associative dove molti produttori mettevano in gioco se stessi ed anche i propri beni per portare avanti un progetto imprenditoriale.

A distanza di 60 anni la cantina, che ora fa parte del gruppo Cantine Riunite Civ, ha voluto festeggiare un traguardo importante coinvolgendo soci, istituzioni e cooperatori per ricordare quella storica annata. Il 3 ottobre scorso ha così ripercorso alcune tappe della struttura associativa presso la ‘Casa degli Alberi’ di Manzolino dove sono intervenuti, tra gli altri, Claudio Biondi, Corrado Casoli, Mauro Lusetti e Giovanni Luppi, rispettivamente presidente della Cantina di Castelfranco, Riunite Civ, Legacoop nazionale, Legacoop agroalimentare e l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli.

Grazie anche alla testimonianza raccolta in un video registrato 18 anni fa del primo presidente della Cantina, Valerio Mazzali, ora scomparso, sono stati ricordati i traguardi della struttura. Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, mezzadri e coltivatori diretti aprirono un dibattito per costruire uno stabilimento autonomo di commercializzazione che sfociò nella costituzione formale della cantina nel dicembre del 1958, a cui seguì la prima vendemmia nell’anno successivo. Da quella data, sulla positiva esperienza di Castelfranco, nel giro di pochi anni nacquero altre cantine. Nel 1961 fu la volta di Ganaceto, poi Sorbara e Carpi. In quest’ultimo comune era già radicata la tradizione delle cantine sociali, presenti già dai primi anni del novecento (1903).

Nel frattempo nel 1961 si avvertì la necessità di portare direttamente al consumo il prodotto finito. Nacque così il Consorzio interprovinciale vini, sempre con sede a Castelfranco Emilia, che diventò il centro di imbottigliamento e commercializzazione per tutte le cantine. Vi rimarrà fino al 1967, anno in cui venne inaugurato a Modena un nuovo impianto di imbottigliamento.

“Un traguardo importante che ci riempie di orgoglio – ha detto Biondi – ma il percorso non è terminato perché la cantina sta gradualmente rinnovandosi e dotandosi di nuove tecnologie per assicurare un prodotto di qualità e rendere sempre più efficiente l’organizzazione del lavoro”. Corrado Casoli ha poi ricordato che nel 2020 si celebreranno i settanta anni dei Cantine Riunite di Reggio “un altro appuntamento – ha detto – che dimostra come la cooperazione sia una realtà vivace in grado di rispondere alle esigenze dei viticoltori”.

Nel corso della mattinata sono stati conferite alcune targhe agli enologi ed ai presidenti che si sono avvicendati durante i sessanta anni di attività “un doveroso riconoscimento a chi ha dato un grande contributo alla nostra struttura”, ha infine concluso il presidente Biondi.

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