Tutte le proroghe previste dal decreto legge “Cura Italia”: dagli adempimenti tributari alle scadenze dei versamenti - Agrimpresaonline Webzine

Tutte le proroghe previste dal decreto legge “Cura Italia”: dagli adempimenti tributari alle scadenze dei versamenti

Cura-Italia

Mirco Conti

Con il decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, c.d. “Cura Italia” pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 70 del 17 marzo, il Governo ha approvato una poderosa manovra da 25 miliardi di euro, in cui sono previste varie misure di sostegno economico a favore dei lavoratori, delle loro famiglie e delle imprese, per effetto dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Tra le disposizioni più attese in ambito fiscale, già anticipate dal Ministero dell’Economia e finanze con un comunicato stampa del 13 marzo, quelle riguardanti la sospensione dei versamenti dovuti in scadenza il 16 marzo. In aggiunta il decreto ha, inoltre, rinviato anche gli adempimenti tributari.

Va prima di tutto tenuta in debita considerazione anche quanto precedentemente disposto dal decreto legge n. 9/2020 rivolto, in particolare, alle ormai ex “zone rosse” comprendenti alcuni comuni del lodigiano ed il comune di Vò Euganeo, che ha previsto il rinvio dei termini di alcune scadenze fiscali anche con riferimento all’intero territorio nazionale, così come predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Infatti, il decreto si fa salvo quanto ad oggi disciplinato, pertanto quanto indicato nella tabella 1 deve ritenersi tutt’ora vigente.

La tabella 2 è invece frutto di una sintesi estrema, rivolta alla generalità dei contribuenti (agricoltori compresi) senza tener conto della specificità di alcuni settori (ad esempio il Turismo, sport, spettacolo, cultura etc.).

ADEMPIMENTI TRIBUTARI

Il nuovo decreto 18/2020, stabilisce che, per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari, diversi quindi dai versamenti che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. Tali adempimenti sospesi potranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

Qui dobbiamo certamente considerare gli adempimenti dichiarativi, quali ad esempio, la dichiarazione annuale Iva 2020, Lipe ed esterometro del primo trimestre 2020) mentre dubbi sussistono riguardo alla possibilità di posticipare l’invio telematico di documenti contabili all’Agenzia delle entrate (es. fatture elettroniche o corrispettivi giornalieri).

VERSAMENTI

Per i soggetti esercenti attività d’impresa (definizione mutuata dall’Iva quindi anche gli agricoltori) arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge (si tratta, evidentemente, dell’anno 2019) sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020, relativi:

1) alle ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del Dpr n. 600/1973 (sul lavoro dipendente) e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale Irpef che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta;

2) all’Iva;

3) ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.

Quindi, i compensi e ricavi conseguiti nel 2019, se di importo fino a 2 milioni di euro, costituiscono il discrimine tra chi può beneficiare della proroga sopra ricordata e chi no.

Per gli altri contribuenti, è comunque disposta una mini-proroga: i versamenti in scadenza il 16 marzo devono essere effettuati entro il 20 marzo.

Vi sono poi altri versamenti non espressamente contemplati nel decreto 18/2020, quali ad esempio le ritenute d’acconto sui compensi dei professionisti o la tassa di concessione governativa per le Srl, che non sono comprese nella proroga e, quindi, dovevano essere versate entro il 16 marzo.

Anche per questi pagamenti, tutte le imprese, a prescindere dai ricavi conseguiti, possono avvalersi della mini-proroga fino al 20 marzo.

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