Vantaggi e non dopo un anno di applicazione della Pac, comprese le nuove terminologie

nuova Pac

Fulvio Orsini

È passato ormai un anno dall’applicazione della Nuova programmazione della Pac 2023-2027 ed è il arrivato il momento di tirare qualche somma; tante sono state le conferme rispetto alla programmazione scaduta, ed altrettante sono state le novità. Sappiamo bene come in ogni nuova programmazione, è inutile nasconderlo, abbiamo chi è più soddisfatto e chi meno.

Per prima cosa, come in ogni nuova programmazione che si rispetti, ci siamo dovuti abituare a cambiare gli acronimi a cui siamo sempre stati avvezzi per anni: se nel secondo pilastro, ovvero nel Psr siamo passati da termini quali “Priorità, Focus Area, Misure, Operazioni” a “Obbiettivi Generali, Obbiettivi Specifici, interventi ed Azioni”, il primo Pilastro, ovvero i pagamenti diretti (Domanda Unica), non è stato da meno.

In questa nuova programmazione abbiamo dovuto cambiare quello che per anni abbiamo sempre chiamato “Premio Titoli” con “Sostegno di base al reddito per la sostenibilità” il cui acronimo deriva dall’inglese “Basic income support” od ancora abbiamo “preso confidenza” non solo per il nome o per  l’acronimo con cui vengono definite, con alcune nuove premialità quali “il Sostegno Redistributivo complementare al reddito per la sostenibilità”, che è una delle principali novità di questa nuova programmazione, ma soprattutto stiamo imparando a conoscere quelli che sono gli “Ecoschemi” che potremmo definire la principale novità della programmazione 2023-2027.

Si cercherà quindi di fare alcune considerazioni tecniche su come è stato questo primo anno di applicazione della nuova Pac, analizzandone i principali punti ed evidenziando fin da subito che, sia per gli operatori che per gli agricoltori, chiamati ad effettuare le scelte di campagna, si è operato con un clima di incertezza normativa, in quanto durante la consulenza per la predisposizione delle domande e durante la fase di compilazione delle stesse si è lavorato con bozze di documenti che sono poi stati ufficializzati solamente in corso d’opera.

Sia per gli agricoltori, che per gli operatori è poi dovuto cambiare l’approccio verso questa nuova programmazione, passando dalla visione per “titolo” alla visione “per azienda”. A causa del ricalcolo del titolo di base, che ha portato ad una importante decurtazione dell’importo unitario, per poter avere la stessa soddisfazione economica o quasi, alla quale le aziende agricole si erano abituate negli scorsi anni, il tecnico consulente ha dovuto “cucire” sartorialmente la domanda sulle spalle del produttore, così come un sarto potrebbe fare quando confeziona un abito, valutando puntualmente tutte le possibili premialità. La domanda unica 2023 per la sua conformazione strutturale, è stata più volte da me paragonata ad una catasta di legna, dove ogni “zocco di legno” è un sostegno, od ancora è stata paragonata da più autorevoli conoscitori della materia ad una “lasagna”, dove ogni sostegno è uno strato della “lasagna”, ma in entrambi i casi il senso è che più premialità si potevano sommare, oltre al titolo base con valore decuratato più soddisfazione economica avrebbero potuto avere le aziende.

Titoli 

Per quanto concerne i titoli, sappiamo che quelli della vecchia programmazione sono scaduti dal 31 dicembre 2022 e sono stati ricalcolati nel portafoglio del produttore che li aveva in conduzione al 1 gennaio 2023, utilizzando i nuovi criteri di calcolo, ovvero sommando al valore del titolo dell’anno 2022 il pagamento greening (che era circa il 50% del titolo base), rapportandolo poi con la somma ottenuta al massimale finanziario disponibile, sapendo che il valore unitario massimo dei titoli non poteva superare i 2000 euro.

Dal punto di vista meramente operativo per i tecnici degli uffici, il fatto che il titolo non abbaia cambiato il numero identificativo e la superficie ma sia stato solamente ricalcolato nel portafoglio titoli di chi lo aveva in conduzione nel gennaio 2023, ha sicuramente agevolato l’attività, evitando manovre di passaggi  “salva-titolo” come era stato fatto all’inizio delle altre programmazioni, evitando quindi le problematiche sui passaggi dei titoli che vi furono e che ancora oggi si sta cercando di sistemare.  Di contro, è inutile nascondersi, il ricalcolo ha portato ad un taglio notevole del valore unitario del titolo, che per molti beneficiari, sebbene si siano richieste tutte le possibili premialità non ha portato alla  stessa soddisfazione economica della vecchia programmazione.

Agricoltore Attivo 

La figura dell’”Agricoltore Attivo” o “Agricoltore in attività” è nata con la programmazione Pac 2014-2022, e prosegue anche in quella attuale. Essendo piuttosto ampi i requisiti a cui sottendere per la soddisfazione del requisito ed essendo già avvezzi alle procedure da seguire, non sono state riscontrate particolari criticità ne dal punto di vista gestionale operativo da parte dei Caa, nè dal punto di vista dei beneficiari.

Sostegno complementare al reddito per i Giovani Agricoltori 

Anche questo sostegno è nato con la scorsa programmazione della Pac, ed è proseguito nell’attuale, con alcune differenze, talvolta anche sostanziali. In primis è cambiato il valore del premio che nella vecchia programmazione era pari al 50% del valore del titolo in portafogli mentre nella nuova è di 87 euro per ettaro, indipendentemente dal valore del titolo posseduto. Inoltre è stato inserito tra i vincoli di accesso al premio anche il requisito della formazione e delle competenze professionali. Questo requisito obbligatorio per poter accedere al premio sia per il giovane che per il nuovo agricoltore (quest’ultima è una nuova figura nata nell’attuale programmazione) prevedeva, al momento della presentazione della domanda di contributo, il possesso di titoli di studio ad indirizzo agrario (diploma di perito agrario, laurea in agraria, ecc….) o in caso di titoli di studio non ad indirizzo agrario la partecipazione a corsi di formazione professionalizzanti di 150 ore.  Proprio i corsi di formazione sono stati il punto di criticità per la richiesta del premio in quanto le tempistiche indicate nei regolamenti non erano consone con le tempistiche reali per la fruibilità dei corsi, ma grazie ad un attento lavoro effettuato con il ministero si è riusciti a risolvere la problematica posticipando la presentazione dell’attestazione di partecipazione al corso a settembre, anzichè a maggio come inizialmente previsto.

Ecoschemi 

Una delle principali novità della programmazione Pac 2023-2027, o con molta probabilità la principale novità è rappresentata dalle “misure specifiche a tutela del clima, dell’ambiente, e del benessere animale”, ovvero gli Ecoschemi.

L’adesione a queste misure è volontaria, si applica alle superfici agricole od ai capi allevati, a seconda che l’ecoschema sia riconducibile al settore vegetale o zootecnico, e sono strettamente correlati alla condizionalità rafforzata, argomento che verrà successivamente esaminato.

Lo stato membro Italia, ha previsto l’applicazione di 5 ecoschemi, dei quali 4 per il settore vegetale ed 1 per il settore zootecnico, assegnadogli il 25% del budegt annuo previsto nella nuova programmazione.

I 5 ecoschemi che la nostra nazione ha deciso di applicare sono:

Eco 1 – Riduzione dell’antimicrobico resistenza e per il benessere animale;

Eco 2 – Inerbimento delle colture arboree;

Eco 3 – Salvaguardia di olivi di valore paesaggistico;

Eco 4 – Sistemi foraggeri estensivi con avvicendamento;

Eco 5 – Misure specifiche per gli impollinatori.

Nella parte iniziale del presente articolo ho scritto “stiamo imparando a conoscere quelli che sono gli Ecoschemi”, dal mio punto di vista con cognizione di causa, in quanto ad oggi, ovvero dopo un anno di applicazione della nuova programmazione della Pac, con tutti i regolamenti e le circolari applicative emanate, vi sono ancora molteplici dubbi sulle modalità di applicazione della norma ma soprattutto sui controlli e le sanzioni, dubbi che sono in continua fase di chiarimento.

Gli ecoschemi, dalle analisi effettuate ex-ante, ovvero nei primi mesi di applicazione della nuova programmazione, oltre ad avere un importante valenza ambientale ed agronomica, dovevano essere quelli che a livello economico avrebbero dovuto compensare in qualche maniera il taglio del valore del Premio Biss (Premio base-Titoli). In realtà, analizzando la situazione ex-post, cioè dopo un anno di applicazione degli Ecoschemi, pur rimanendo valida in parte la valenza ambientale ed agronomica, potremmo definirli a livello economico “croce e delizia” di questa Pac. Infatti, assunto che l’importo unitario ad ettaro od a capo è calcolato annualmente suddividendo il plafond assegnato per le richieste presentate, nel 2023 abbiamo visto gli importi previsionali dell’Ecoschema 5 ricalcolati con notevole innalzamento, mentre quelli per l’Ecoschema 4 ricalcolati con notevole flessione verso il basso. Anche le modalità di controllo di questi sostegni, che per quanto concerne la parte vegetale sono demandati a verifiche aeree e satellitari ed in seconda istanza a verifiche amministrative ed in campo stanno creando notevoli difficoltà gestionali, in quanto in talune situazioni le tempistiche dei controlli definite dalla normativa non sono assolutamente consone con le tempistiche della realtà di campagna.

Le criticità sopra evidenziate saranno sicuramente oggetto di valutazione da parte dei produttori se per la domanda unica del 2024 aderire o meno agli Ecoschemi.

Condizionalità 

Come nella precedente programmazione rimane la condizionalità ed i suoi vincoli che nella nuova programmazione si rafforzano, infatti il nuovo termine al quale ci siamo abituati quando si parla di condizionalità è “condizionalità rafforzata”.

La nuova condizionalità rafforzata raccoglie in sè gli impegni previsti dal greening della vecchia programmazione (che nell’attuale è scomparso come pagamento) al quale si aggiunge la Condizionalità Sociale, che altro non è che il rispetto dei requisiti delle norme fondamentali relative alle condizioni di lavoro e di occupazione dei lavoratori agricoli ed alla sicurezza e salute sul lavoro da parte dei beneficiari dei pagamenti diretti.

Alcuni vincoli della condizionalità rafforzata previsti dalla normativa, quali per esempio quelli relativi alla Bcaa7 (Obbligo di rotazione colturale sui seminativi) e la Bcaa8 (Percentuale minima della superficie agricola destinata a superfici o elementi non produttivi), nel 2023 sono entrati “in punta di piedi” grazie alle deroghe previste dal decreto n°362512 del 22/08/22 al fine di contrastare la crisi sulle produzioni dovute al conflitto Ucraino.

Queste deroghe infatti hanno dato la possibilità ai produttori che avessero voluto aderire, di evitare, solo per la campagna 2023, la rotazione obbligatoria prevista dalla Bcaa7 e di evitare di lasciare almeno il 4% delle superfici seminabili ad incolto, come previsto dalla Bcaa8. Per la campagna 2024, non essendo state rinnovate le deroghe sopra evidenziate, soddisfare i vincoli previsti dalla condizionalità rafforzata diventerà requisito obbligatorio e necessario per accedere ai premi.

Presentazione delle domande e pagamenti 

Come avviene ad ogni cambio di programmazione, nella prima campagna di attuazione la fase inziale che va dalla formazione ai produttori per arrivare alla presentazione delle domande è sempre molto impegnativa, ma credo di non sbagliarmi se mi sbilancio dicendo che la campagna 2023, vista l’incertezza normativa con la quale si è operato fino all’ultimo momento, sia stata una delle più ostiche. Viste comunque tutte le difficoltà l’obbiettivo è stato raggiunto con la presentazione delle domande entro i tempi previsti dalla normativa ma soprattutto con il pagamento degli acconti nell’autunno del 2023.

Non meno impegnativa sarà sicuramente la seconda fase della campagna, ovvero quella che terminerà con i saldi delle domande 2023 entro la prossima estate, per via dell’ulteriore rilevante novità con la quale si prevede che i controlli sulle domande siano effettuati in maniera geospaziale.

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