Danni da fauna e risarcimenti: ancora nessun indennizzo per le pratiche del 2015 - Agrimpresaonline Webzine

Danni da fauna e risarcimenti: ancora nessun indennizzo per le pratiche del 2015

Giugno 2016

Carlo Marchesi

BOLOGNA – Con la riforma delle Amministrazioni provinciali il meccanismo consolidato per le pratiche di risarcimento dei danni da fauna si è inceppato e gli agricoltori al 20 aprile scorso non hanno ricevuto nessun indennizzo.

Nel corso di una riunione svolta con le associazioni agricole, il consigliere delegato all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Lorenzo Minganti, ha riferito che l’importo di spettanza per i danni 2015 ammonta a 330.000 euro, più 20.000 per i danni da lupo. Tuttavia, ha spiegato, questi importi di spettanza ‘ex Provincia’ sono stati trattenuti nelle casse della Ragioneria regionale che li sta rigirando alla Città Metropolitana.

Le organizzazioni agricole ora si chiedono chi dovrà seguire gli aspetti burocratici. Minganti ha tuttavia assicurato che entro la metà di maggio si attiverà l’iter per l’accreditamento di questi 330.000 euro, ovvero saranno spedite le proposte di accettazione che dovranno essere rispedite al mittente. Per la prima volta c’è però una “lista nera” di agricoltori, in primis circa 15 agricoltori con aziende all’interno del Parco, che ad insindacabile giudizio della Regione non hanno ottemperato in modo esaustivo all’iter della messa in opera della prevenzione (ad esempio non hanno fatto uso a loro spese di spaventapasseri, palloni, luccichini, reti elettrificate ecc).
A queste, per un totale di circa 30 aziende, arriverà un preavviso di diniego con 10 giorni di tempo per fare controdeduzioni.

Le associazioni hanno obiettato che nel 2015 nessuno dei dirigenti ha firmato e inviato comunicazioni né alle Organizzazioni agricole, né agli agricoltori su questo “nuovo sistema di prevenzione con obblighi ineludibili” e che sarebbe stato meglio partire dal 2016 col superamento delle Provincie e con le nuove disposizioni ufficializzate.

Ora la situazione è questa: nessuna fornitura di mezzi di prevenzione, (tranne fondi di magazzino di repellenti per sementi), smantellamento di un apparato tecnico burocratico, incertezza sui tempi e modalità dei risarcimenti 2015 (con bocciature di pratiche). A tutto ciò va aggiunto è entrato in vigore il “de minimis” cioè uno sbarramento al quale va ricondotto un contributo parziale a un danno arrecato da fauna cacciabile di proprietà dello Stato equiparato ad un incentivo alle imprese

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