Frutta estiva, i produttori devono uscire dalla logica delle commodities

Giugno 2016

Ilenio Bastoni, Direttore generale Gruppo Apofruit

La frutta estiva è segmento del mercato ortofrutticolo in cui le preferenze dei consumatori stanno determinando cambiamenti che spingono ad una rivoluzione. 

I mutamenti sono repentini, vanno quindi analizzati e interpretati.
Riguardo all’andamento delle recenti campagne, va detto che nel corso degli ultimi anni il comparto non ha dato molte soddisfazioni ai produttori, ad esclusione delle albicocche che hanno registrato risultati più positivi. I problemi più consistenti li hanno accusati pesche, nettarine e susine.
Alcuni cambiamenti mettono in luce che è più che mai necessario uscire dalla logica delle commodities. Il mercato si sta segmentando e si stanno aprendo spazi per differenziare l’offerta. Rispetto al passato c’è dunque maggiore disponibilità d’acquisto per un prodotto di qualità, che abbia caratteristiche più marcate di maturazione, pezzatura e sapore. Lo stesso biologico, ad esempio, è una segmentazione dell’offerta di qualità.
In un sistema europeo in cui convivono regole diverse, con costi di produzione divergenti, l’obiettivo della nostra cooperativa è mettere a valore la qualità, l’origine, le caratteristiche del territorio e le garanzie di salubrità e rispetto ambientale. Le nostre pesche italiane, per fare un esempio, hanno un costo di produzione più alto di altre e, per fattori esterni alle aziende agricole, non saremmo competitivi, ma la loro qualità va correttamente evidenziata.
Anche i produttori in questo processo di diversificazione devono puntare ad uscire dalla logica delle commodities. Nel 2015 come Apofruit abbiamo quadruplicato i volumi di una linea di qualità che noi definiamo extra, ossia varietà selezionate, raccolte al giusto grado di maturazione che gli permette di esprimere le migliori caratteristiche organolettiche. Il percorso della linea “extra” inizia dall’impianto, proseguendo con la potatura fino al successivo diradamento e si conclude con la raccolta, effettuata in almeno 5 passaggi. Bene, il mercato ha dimostrato un interesse così marcato che il prodotto extra non è stato sufficiente a coprire la domanda.
I mercati privilegiati della nostra frutta estiva sono principalmente quello italiano ed europeo, poiché occorre tenere in considerazione la deperibilità dei prodotti. Ma sono in forte sviluppo anche altri mercati, alcuni dall’alto valore aggiunto, come il Medio Oriente e altri, che sono nostri competitor, ma che in una seconda fase diventano essi stessi importatori, come alcuni paesi del Nord Africa fra cui l’Egitto.

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