Gagliardi (Assoavi): “La filiera avicola è eccellente ma deve competere con Paesi dai costi produttivi inferiori”

galline

Claudio Ferri

I mesi della serrata dovuta alla pandemia hanno dato un impulso al settore avicolo, almeno a giudicare dai commenti degli addetti ai lavori e confortati dai dati ufficiali, anche se la tendenza di questo segmento produttivo garantisce un approvvigionamento quasi totale all’interno dei confini nazionali.

In Europa l’Italia si posiziona al 7° posto in quanto a produzioni di avicoli: nel 2019 risultavano presenti quasi 147 milioni di volatili domestici allevati in circa 8.700 strutture, metà delle quali specializzate in polli da carne, il 35% da galline ovaiole, il 7% da tacchini da carne e il restante 8% da specie minori quali faraone, piccioni, anatre, oche. Le aziende avicole si concentrano prevalentemente in tre regioni: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Nella sola regione Veneto sono allevati un terzo dei polli nazionali.
“L’Italia è autosufficiente in quanto a produzione di uova e polli da carne e tutte le strutture oggi sono perfettamente a norma rispetto alla regole europee”, osserva Stefano Gagliardi direttore generale Assoavi, l’Associazione nazionale allevatori e produttori avicunicoli e coordinatore comitato scientifico di Fieravicola.
Assoavi, inoltre, rappresenta l’intera filiera dell’uovo, dalla produzione al mercato, dal prodotto in guscio, sino al trasformato in liquido e polveri per l’industria alimentare, per un totale di oltre 27 milioni di galline, su un totale nazionale di 40 milioni.

Negli ultimi anni è aumentata la sensibilità del consumatore che apprezza la sostenibilità delle carni. Gli allevatori sono al passo con i tempi?

Le imprese di settore negli ultimi anni hanno fatto investimenti enormi per adeguarsi alle mutate esigenze etiche dei consumatori, non solo in tema di benessere animale. Purtroppo, a fronte di questi sforzi non si assiste ad un giusto ritorno economico. Se poi consideriamo la concorrenza effettuata da altri Paesi con costi nettamente inferiori ai nostri, è facile comprendere le difficoltà in cui si muove la nostra filiera.

Il biologico sta crescendo oppure c’è indifferenza da parte del consumatore?

Sì, sta crescendo, ma occorre considerare i limiti dovuti agli spazi esterni richiesti per gli animali, alla burocrazia per ottenere i permessi ed alle norme sanitarie che, in alcune aree del territorio, quelle a maggior vocazione avicola, vietano di poter realizzare nuovi allevamenti all’aperto per evitare il rischio aviaria.

Di cosa avrebbe bisogno la filiera avicola per migliorare l’offerta ed essere competitiva?

La nostra filiera, sia uova che pollame, già oggi è riconosciuta come eccellente, anche dai partner europei, grazie agli interventi realizzati nel corso degli anni in tema di benessere animale, biosicurezza e riduzione dell’utilizzo degli antibiotici.
Purtroppo, dobbiamo competere con Paesi che, oltre ad essere favoriti da costi di produzione più bassi, possono contare anche su consistenti aiuti da parte dei loro governi.
Sarebbe importante che tutti gli investimenti messi in atto dalle nostre aziende per continuare ad adeguarsi alle esigenze dei consumatori, fossero accompagnati da aiuti mirati da parte dei Ministeri interessati, così come diventa sempre più indispensabile giungere ad una reale redistribuzione del valore, senza la quale le aziende non vedranno mai premiati gli sforzi compiuti.

Quali saranno le tematiche affrontate nella prossima edizione di Fieravicola che si terrà nel 2021?

All’interno della prossima rassegna saranno sviluppate proprio due tematiche chiave all’interno dei forum tecnici, il benessere animale e la sostenibilità. La filiera avicola sarà declinata in tutte le sue segmentazioni, a partire da quella mainstream di allevamento al chiuso dove saranno trattati i plus relativi all’alimentazione (diete scientificamente equilibrate), alla selezione ed uso attento delle materie prime, al condizionamento ambientale, all’utilizzo di tecnologie moderne, alla sempre maggiore attenzione verso la selezione delle razze in ottica sostenibilità.

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