“Il mercato è in evoluzione: sono cambiate dinamiche e regole”

Annata Agraria
Per il presidente Misirocchi non vale più il principio di domanda e offerta

RAVENNA – Il 2019 è stata un’annata difficile per l’agricoltura romagnola: produzioni ridotte, prezzi non remunerativi, mercati difficili, imprese in calo. La giornata di presentazione dei dati sull’andamento del settore primario nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, e Rimini è stata l’occasione per Cia Romagna per fare il punto sui temi che interessano il comparto agricolo, come evidenzia il presidente Danilo Misirocchi, a partire dalla tutela dell’ambiente.

“L’ondata ambientalista che sta giustamente attraversando il mondo rischia, però, di fare passare informazioni sbagliate, in particolare sul settore agricolo. Biologico e integrato non devono essere messi in contrapposizione (ricordo che dal 2014 la definizione di “convenzionale” non esiste più): la sostenibilità ambientale in agricoltura è una sfida che dobbiamo cogliere insieme”.

Altro tema è quello della manodopera, sempre più difficile da reperire. “Un annoso problema: abbiamo i costi della manodopera più alti d’Europa, che ci mettono in svantaggio competitivo rispetto agli altri paesi (su tutti la Spagna) e si sommano agli altri svantaggi (come i costi energetici o il peso della burocrazia). Siamo stanchi di sentir parlare di caporalato. I controlli sono numerosissimi e le situazioni irregolari, che esistono in tutti i settori economici, riguardano alcune aziende. Non si può criminalizzare un intero settore”.

L’agricoltura deve fare poi i conti con un mercato in evoluzione. “Sta cambiando nelle dinamiche e nelle regole: oggi domanda/offerta non valgono più, a fronte di produzioni scarse spesso non si registrano prezzi adeguati a recuperare i costi. Dipende soprattutto da uno strapotere della grande distribuzione organizzata: le aste al doppio ribasso ci stanno strozzando, la frutticoltura in particolare rischia di sparire dal nostro territorio, con conseguenze anche ambientali”.

Ancora, il presidente ha citato i problemi rappresentati dalla cimice asiatica e dalla fauna selvatica, su cui Cia è impegnata in prima linea. “Sui selvatici abbiamo fatto un lavoro importante come organizzazione per la modifica della Legge 157, ormai obsoleta. Bisogna passare dalla tutela al controllo. C’è solo un modo per uscirne: investire innovando. Lo stiamo facendo, ma solo con le nostre forze non ce la facciamo. Servono interventi normativi che riconoscano il valore economico, di indotto, sociale e territoriale che il settore rappresenta”.

Per Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna “è stata una delle peggiori annate agrarie che si ricordino negli ultimi 30 anni. Tutte le produzioni hanno sofferto e i prezzi non sono stati assolutamente remunerativi. Abbiamo subito eventi climatici estremi in tutta la regione, con un inverno 2018-19 che ha squilibrato le piante, un maggio in cui ha piovuto tutti i giorni e un’estate molto calda che hanno messo in ginocchio la produttività delle nostre imprese. A questo aggiungiamo gli attacchi della cimice asiatica, la drosofila, il ferretto nelle patate e tutti gli altri parassiti favoriti dai mutamenti climatici. Servono innovazione e ricerca per avere strumenti per produrre a costi minori e con migliore qualità”.

Il report Annata agraria 2019 di Cia Romagna è disponibile on-line in versione integrale all’indirizzo https://emiliaromagna-cia.it/annata-agraria-2019/

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