Reggio Emilia
Oltre dieci giorni. È questo l’anticipo con cui è partita la vendemmia nel Reggiano. Le uve bianche sono state le prime a essere raccolte, poi le rosse: un anticipo molto significativo rispetto al calendario tradizionale. Un avvio che conferma come il caldo stia modificando sempre più i tempi dell’agricoltura. Sul fronte delle quantità, ci si aspetta una sensibile riduzione, ma non paragonabile a quella molto pesante dello scorso anno. La qualità è molto buona. La situazione, naturalmente, varia tra zone e varietà e sarà necessario attendere la conclusione della raccolta per avere un quadro dettagliato e preciso. Vertiginosa la crescita dei costi di produzione, legata alla maggiore presenza nei filari e soprattutto al ricorso più frequente all’irrigazione.
Il caldo e la scarsità di precipitazioni hanno, infatti, messo sotto pressione le piante. Dove possibile, gli agricoltori hanno irrigato più frequentemente, con costi in forte aumento: il gasolio agricolo per l’irrigazione registra incrementi del 50%, con picchi dell’80% rispetto allo scorso anno.
Un elemento positivo della campagna riguarda invece la pressione delle malattie: l’andamento climatico ha ridotto, in generale, le condizioni favorevoli allo sviluppo di patologie.
Modena e Bologna
Nel territorio modenese a dare il via alla vendemmia sono state le uve moscato, già mature a metà agosto, mentre a seguire anche alcuni quantitativi di Pignoletto sono stati raccolti in anticipo per garantire la giusta acidità nelle fasi di vinificazione. In generale il prodotto è sano con il giusto equilibrio qualità/quantità. La vendemmia 2026 del Lambrusco si appresta a prendere il via già durante la prima settimana di settembre, segnando un anticipo di circa una settimana rispetto alla media stagionale. Secondo il Consorzio Tutela Lambrusco, l’annata è stata complessa ma favorevole, segnata da un’alternanza tra intense ondate di calore e precipitazioni provvidenziali. Proprio le piogge più recenti hanno evitato un anticipo ancora più drastico della raccolta, ristabilendo l’equilibrio nei vigneti.
La produzione è stabile e in linea con i volumi registrati negli anni passati mentre le alte temperature estive hanno limitato gli attacchi dei parassiti, riducendo, inoltre, la diffusione delle fitopatie e garantendo uve sane
Imola
Nell’imolese la vendemmia è partita in anticipo di circa dieci-quindici giorni, con i primi grappoli raccolti già prima di Ferragosto a causa di una maturazione accelerata dalle alte temperature. La raccolta è iniziata con le varietà precoci Sauvignon, Chardonnay e Pinot, a cui seguiranno Pignoletto, Trebbiano, Albana e Sangiovese. Le uve finora si presentano belle e sane con i vigneti che hanno retto l’ondata prolungata di calore, almeno dove è stato possibile irrigare. Più in sofferenza i vigneti di collina dove l’irrigazione è stata più complessa e dove si teme un calo delle rese. La situazione però risulta diversa dal 2017 o dal 2022, annate caratterizzate da inverni e primavere estremamente siccitosi: le piante stanno beneficiando dell’acqua accumulata nel terreno in primavera, quindi le aspettative sono di una qualità sicuramene nella media, soprattutto per le varietà autoctone più tardive. Dal 2003 i viticoltori del territorio hanno iniziato ad attuare pratiche agronomiche di adattamento e per proteggere la vite applicano caolino sulle foglie che abbassa la temperatura della pianta di 4-5 gradi. Inoltre, lasciano la chioma per ombreggiare e proteggere le uve, togliendo le foglie in caso di maltempo prolungato per far arieggiare i grappoli ed evitare marciumi legati ai ristagni d’acqua. Una somma di pratiche che consente di affrontare meglio il caldo estremo e di portare in cantina uve sane e non cotte.
Romagna
La vendemmia 2026 è iniziata in Romagna con un anticipo di circa 15 giorni rispetto al calendario tradizionale. Una situazione che, da una prima ricognizione tra le aziende vitivinicole del territorio, appare sostanzialmente uniforme in tutta la Romagna e che conferma una tendenza ormai consolidata negli ultimi anni. Al momento sono state raccolte, o sono in corso di raccolta, le basi spumanti e le varietà precoci: Chardonnay, Famoso, Bombino, Sauvignon e Malvasia. Tra le uve rosse è invece iniziata la raccolta del Merlot. In questi giorni si stanno aggiungendo anche Albana e Grechetto Gentile, che nelle province di Ravenna e Forlì-Cesena viene destinato alla produzione di Pignoletto, mentre nel Riminese diventa Rebola. Il caldo intenso di questa estate ha imposto anche una modifica degli orari di lavoro. Per evitare che le alte temperature incidano sulla qualità delle uve, la raccolta avviene quasi esclusivamente nelle prime ore della mattina, quando le temperature sono più contenute. Si tende invece a evitare la vendemmia in tarda serata o durante la notte. Il motivo è soprattutto logistico: l’uva raccolta dovrebbe, infatti, rimanere diverse ore nei rimorchi prima di essere conferita, in particolare quando è destinata alle cantine sociali, che nelle ore notturne sono chiuse. Una permanenza prolungata al caldo potrebbe compromettere la qualità del prodotto. Lo stesso vale per le aziende che vinificano direttamente. Una volta raccolta l’uva deve essere lavorata nel più breve tempo possibile.
