Nuovo presidente alla Cia di Rimini: è Lorenzo Falcioni - Agrimpresaonline Webzine

Nuovo presidente alla Cia di Rimini: è Lorenzo Falcioni

RIMINI – L’assemblea elettiva del 24 gennaio scorso ha eletto Lorenzo Falcioni come nuovo presidente della Cia di Rimini. Al neoeletto Agrimpresa ha rivolto alcune domande.

Al di là della ovvia soddisfazione per una presidenza a trent’anni (31 appena compiuti, a voler essere pignoli), su quale panorama si apre la tua elezione?
Aumento dei costi ma non dei ricavi e logiche politiche superatissime ci chiedono sforzi che dobbiamo saper affrontare con assoluta chiarezza ed un tempismo dalle dinamiche costanti. La sfida da percorrere è quella di progetti concreti e non più di bandiera.

“Bandiera”?
Sì, superare gli steccati e realizzare una unitarietà di fatto e non di facciata, come del resto già si è visto in alcuni episodi concreti realizzati unitariamente. Non parlo solo di organizzazioni agricole, dove già da tempo avremmo dovuto capire che “divisi è peggio”, mi riferisco anche a soggetti economici e sociali. Il territorio riminese, in questo senso, è esemplare.

Vale a dire?
Che un tempo dicevi Romagna e apparivano, se ti andava bene, stereotipi felliniani, altrimenti era una pittoresca sequela di bagnini, piadine e lisci…

Beh, non è che queste immagini siano scomparse
Certo e va bene, fanno parte della memoria storica e di un indotto per noi vitale ma a questo oggi si è aggiunta, anche grazie a noi agricoltori, una visione più allargata del territorio e al prodotto Rimini/spiaggia – che rimane la base portante – si è aggiunta una tipicità dell’entroterra fatta di aziende agricole e percorsi eno-cultural-gastronomici che ti fanno capire dove sta la boa cui aggrapparsi. Siamo ai primi passi, ma alla categoria albergatore si è affiancata, con le doverose proporzioni, la categoria agricoltore.
Operatori del turismo e aziende agricole hanno imparato a “fidarsi”.

Quindi, un turismo enogastronomico anche grazie alle vostre aziende?
Sì ma con i piedi per terra. Diciamo che siamo consapevoli che all’agricoltore si chiede un forte cambiamento, meglio, uno status diverso e non semplice: mantenere le radici con innesti multifunzionali. Facile a parole…

Dinamicità, allora
Sì, mettersi insieme a fare prodotto, con idee e progetti condivisi e sempre senza attenderci la manna dal cielo. Questo vale per il nostro territorio recentemente così martoriato da calamità naturali e che non ci deve impedire una visione razionalmente ottimistica; vale soprattutto nell’uso di una comunicazione multimediale che fa risparmiare tempo e soldi e deve essere considerata una conquista per aziende sempre più nuove.

A livello istituzionale?
Anche loro devono avere una spinta in più. E poi questa insostenibile burocrazia, con certe leggi che vanno eliminate “da ieri”, non se ne può più. Il settore primario non conta come merita, siamo custodi di una terra che chiede sacrifici che non siano sterili a causa della cecità, dell’ignoranza o del tornaconto di altri.

La Cia di Rimini?
La nostra storia, chi siamo, come sempre. Ma anche nessuna barriera. Appoggiamo con fiducia certi progetti, magari minori ma che diventano vetrina di tipicità di prodotti. E quando parliamo di agricoltura unitaria e di reddito non sono due cose distinte: diventare più forti e grandi serve a dare anche al più piccolo maggiore tutela e rappresentanza. I nostri associati l’hanno capito: guardiamo al domani e non solo all’oggi.
Lasciatemi però ringraziare, insieme a tutta la Cia, il presidente uscente Valter Bezzi per il suo costante impegno e il tanto che ha dato a tutta l’organizzazione.

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