Terre Cevico primo esportatore di vino biologico nel mercato cinese - Agrimpresaonline Webzine

Terre Cevico primo esportatore di vino biologico nel mercato cinese

Claudio Ferri

Lugo (Ravenna) – Con un fatturato aggregato di 159 milioni di euro ed un plusvalore riconosciuto ai soci di 7,1 milioni, Terre Cevico rilancia con nuovi progetti industriali. La sintesi dell’esercizio 2019 – 2020 è stata illustrata nel corso della assemblea di bilancio in cui è stato confermato alla presidenza Marco Nannetti.

I risultati di gestione evidenziano, inoltre, una crescita del patrimonio netto che sale a 72 milioni mentre l’export tocca quota 52 milioni di euro con vendite in 67 paesi e quattro mercati in evidenza: Cina (primo esportatore italiano), Giappone (secondo esportatore), Stati Uniti e Russia.

In evidenza il segmento del vino biologico di Terre Cevico che vede valori ancora in crescita. Venduto in 40 Paesi del mondo, oltre all’Italia, il dato di crescita indica +35%. Sono più che raddoppiate le vendite in Canada e si confermano le buone performance sia nei paesi asiatici sia in Europa. Per quanto riguarda l’Asia, la gravità dell’epidemia legata al Covid-19 in Cina, con il blocco delle dogane per oltre 6 mesi, ha comportato inevitabilmente un calo delle vendite ampiamente compensato, però, dall’aumento dell’export verso il Giappone (+60%). Terre Cevico si conferma, comunque, anche per questo esercizio, primo esportatore di vino biologico del mercato cinese.

Il consorzio lughese ha puntato da tempo sul vino biologico con un incremento delle bottiglie vendute in Italia e in 34 Paesi del mondo. Il piano di sviluppo industriale per il periodo 2020-2024 interesserà la sede dei due principali stabilimenti di produzione, Lugo e Forlì.

Asse portante del progetto, nel segno della sostenibilità economica e ambientale, è il tema dell’“industria 4.0”, declinato in interventi come il potenziamento dell’automazione delle aree di stoccaggio, logistica, ampliamento dei serbatoi delle aree di cantina per la messa in rete di tutte le fasi di gestione e produzione delle sedi del gruppo. Più nel dettaglio, a Lugo sarà realizzato un nuovo grande magazzino, a Forlì un nuovo stabilimento a fianco dell’attuale.

“Questo 2020 caratterizzato dall’emergenza Covid – spiega il presidente Nannetti – ci ha portato a riflettere con maggior intensità sulla nostra identità, per rafforzare le nostre basi e rilanciare con nuovi progetti. Consapevolezza quindi, come base per il miglioramento continuo, per il coinvolgimento delle parti, per uno sviluppo rapido e mirato delle strategie produttive e commerciali. Siamo un gruppo cooperativo che coniuga responsabilità e sostenibilità ad aspetti come il forte rinnovamento tecnologico, la flessibilità strategica dell’offerta per ogni mercato dal locale al mondiale.

L’attenzione a tutta la filiera, la tracciabilità della materia prima e il controllo dei processi di produzione, sono sempre il fulcro del nostro lavoro e si coniugano al senso etico e all’attenzione all’ambiente con un forte orientamento al sociale perché parte del nostro Dna di cooperatori”.Oggi Terre Cevico può contare su circa 7 mila ettari di vigneto, gran parte dei quali in Romagna, condotti da circa 5.000 soci viticoltori, in grado di fornire uve per una quantità di vino di oltre 1 milione di ettolitri, e oltre 120 milioni di bottiglie prodotte.

Gestisce più del 30% della produzione viticola del bacino romagnolo e circa la metà del vino del gruppo è venduto confezionato.

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