Erika Angelini
BOLOGNA – Diritti, parità di genere in ambito lavorativo, tutela contro ogni forma di violenza e impegno per la pace. Sono solo alcuni dei temi toccati lo scorso 8 marzo dall’associazione Donne in Campo Cia-Emilia Romagna nel corso dell’evento dedicato alla Giornata internazionale della Donna.
Un importante momento di confronto per ribadire la necessità di norme, fondi per la produzione agricola e soprattutto di un profondo cambiamento culturale per portare l’imprenditoria femminile e più in generale la donna, a un livello di parità non ancora, purtroppo, pienamente acquisito.
Tematiche essenziali per il mondo agricolo, contenuti anche nel documento che l’associazione ha consegnato al viceprefetto vicario di Bologna, come ha spiegato Miriana Onofri, presidente di Donne in Campo Emilia Romagna: “Anche se ci sono stati molti passi avanti, siamo ancora lontani da una società dove la donna non viene discriminata, sfruttata sul lavoro, pagata meno degli uomini o, ancora peggio, diventa oggetto di violenza dentro e fuori le mura domestiche. I fatti di cronaca e i dati – secondo l’Eurispes dal 2013 al 2022 dall’Eurispes c’è stato un incremento del 105% dei maltrattamenti contro familiari e conviventi – parlano chiaro. Naturalmente è questa una delle piaghe da combattere con più tenacia, ma serve anche una maggiore attenzione per i diritti delle donne in ambito lavorativo.
Per questo, proprio in occasione dell’8 marzo, abbiamo consegnato al prefetto un documento dove sono indicati alcuni temi chiavi per il settore:
– parità di retribuzione con l’eliminazione del gender gap;
– istituzione di un fondo per la produttività delle imprese femminili;
– riconoscimento del lavoro agricolo come attività a rischio in gravidanza e necessità di un indennizzo per la maternità anticipata; una rete di servizi strutturata e fruibile nelle aree rurali.
Solo in questo modo le donne potranno esprimere al meglio il loro potenziale e le loro enormi capacità di innovazione non solo nel settore agricolo, ma in ogni ambito economico e sociale”.
Concetti ribaditi anche da Franca Gordini, vicepresidente regionale Anp che ha sottolineato l’impegno per difendere i diritti acquisiti che ora appaiono in bilico: “Come rappresentanti delle donne pensionate, che hanno combattuto le storiche battaglie per i diritti, vogliamo ribadire il nostro lavoro di costante vigilanza perché non si faccia un passo indietro su quelle difficoltose conquiste e anche il nostro impegno per la difesa della pace. Attualmente sembra che il profondo cambiamento culturale che abbiamo vissuto anche nelle campagne abbia subìto una battuta d’arresto, perché le donne sono sempre più oggetto di violenza e discriminazioni. Anche a livello di tutele per le donne che si ritirano dal lavoro c’è stato un peggioramento, perché l’”Opzione Donna” toglie reddito a chi sceglie di lasciare prima il lavoro, e non tiene conto del fatto che le donne svolgono anche un altro lavoro essenziale: la cura quotidiana della famiglia, soprattutto nelle aree interne dove manca spesso una rete efficiente di servizi”.
Ad arricchire la Giornata internazionale della Donna celebrata da Donne in Campo è poi intervenuta Eloisa Betti, ricercatrice dell’Università di Bologna e rappresentante dell’Udi di Bologna che ha raccontato, grazie al supporto di immagini dell’archivio storico dell’Udi, le “Donne e diritti in agricoltura nel II Novecento”.
