Claudio Ferri
CAMUGNANO (Bologna) – ‘Sostenibile’ è un aggettivo ricorrente, spesso usato con enfasi, ma talvolta non rispecchia fedelmente la realtà dei fatti. L’azienda agricola e agrituristica ‘La Succhiata’ è una struttura che credo si possa definire ‘sostenibile’ in virtù di alcuni fattori che la contraddistinguono: immersa nel Parco regionale Laghi Suviana e Brasimone, in località Camugnano dell’appennino bolognese, è pensata per chi fa escursioni a piedi o a cavallo perché difficilmente raggiungibile con mezzi ‘normali’.
Nata poco più di un anno e mezzo fa, raccoglie il testimone di un altro imprenditore che aveva avviato l’attività con la stessa filosofia. Ora Paolo Tonelli, con la figlia Martina e la moglie Loredana, hanno coniugato passione e attività imprenditoriale rilanciano un luogo immerso nel verde, a mille metri di altitudine e a due passi dal confine che separa la provincia di Bologna con quella di Prato.
‘La Succhiata’ è nel cuore del Parco regionale Laghi Suviana e Brasimone e si raggiunge a piedi o a cavallo
“Tutto nasce dalla nostra passione – spiega Paolo – abbiamo frequentato questo luogo per oltre 20 anni da turisti, anche a cavallo, ce ne siamo innamorati e abbiamo deciso di proseguire l’attività dei precedenti gestori, che sono amici. Qui coltiviamo patate, ortaggi e gestiamo il bosco, mentre in un’azienda più a valle abbiamo castagneto, vite e frutta. Qui in agriturismo abbiamo posti letto e offriamo ristoro a trekker, escursionisti e ciclisti”.
La figlia Martina ha un diploma di un istituto alberghiero e dopo una breve esperienza maturata nella ristorazione ha pensato di dare vita all’agriturismo con i genitori. “Siamo all’interno di un parco – sottolinea Martina -, siamo circondati da animali selvatici come cervi, caprioli e lupi e qui ci raggiungono turisti che si dedicano alla osservazione degli animali e all’ascolto, in settembre, dei cervi durante il periodo del bramito”. In inverno tutto diventa più difficile perché, specialmente quando nevica, raggiungere la Succhiata con la strada ‘bianca’, si deve salire prevalentemente a piedi. “Cerchiamo di tenerla pulita con il trattore cingolato – dice Paolo – ma i turisti apprezzano la tranquillità del luogo, anche se devono percorrere poco più di un chilometro per venirci a trovare. Siamo in montagna e cerchiamo di proporre piatti semplici, preparati con i nostri prodotti e in linea con la tradizione che cucinano Martina e mia moglie Loredana – racconta ancora Paolo – e chi ci viene a trovare a cavallo o con animali da compagnia trova un luogo accogliente, senza pericoli. Come abbiamo fatto noi per tanti anni – conclude Paolo”.




