
Gennaio 2016
Claudio Ferri
Carne si, carne no. Quale è la dieta equilibrata che assicura il maggior benessere alla specie umana? Ci sono molte opinioni in proposito, alcune di esse anche in contrasto tra di loro.
Innanzitutto va detto che la flessione dei consumi di carne in Italia è una tenenza incontrovertibile: i dati di Ismea – Nielsen lo confermano, indipendentemente dalla notizia recente diffusa dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, che ha attribuito alla carne rossa e lavorata la probabile origine di cancro.
Da Oltreoceano, quasi simultaneamente, arrivano notizie contrastanti: una parte del mondo scientifico afferma che una dieta vegetariana è poco ecosostenibile. Non dice che fa male all’uomo, ma all’ambiente sì.
Le stime pubblicate sulla rivista Environment Systems and Decisions dai ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania, dimostrano infatti che le diete vegetariane impattano maggiormente sull’ambiente rispetto a quanto calcolato sino ad oggi.
Gli studiosi hanno provato a stimare le risorse necessarie per la produzione, il trasporto, e la conservazione dei prodotti alimentari, in termini di consumo energetico, acqua ed emissione di gas serra. Hanno infine dedotto che un maggior consumo di frutta, verdura, latticini e pesce finirebbe con l’aumentare i consumi energetici del 38%, mentre l’acqua utilizzata salirebbe del 10% e le emissioni di gas serra del 6%.
Il capitolo non è certo concluso e non tarderanno controdeduzioni, polemiche e conclusioni eclatanti, c’è da esserne certi.
Tornando sulle considerazioni espresse dall’Oms, il prof Giancarlo Caletti, direttore della Unità opertiva di gastroenterologia ed endoscopia digestiva dell’Ausl di Imola, spiega le relazioni tra abuso di carne e aumento dei tumori.
“I tumori gastro-intestinali sono considerati dipendenti dall’ambiente – spiega – e l’epidemiologia di queste patologie lo dimostra, essendo esse più comuni nei Paesi sviluppati che non in quelli in via di sviluppo. In India, il cancro del colon-retto è circa 10 volte meno frequente che negli Stati Uniti. Questo perché la popolazione indiana non mangia carne bovina, per motivi religiosi, ed ha una dieta molto ricca di verdure e curry, il cui ingrediente principale, la curcuma, responsabile tra l’altro del suo caratteristico colore giallo, si è dimostrata attiva nel proteggere da numerosi agenti carcinogenetici negli animali da esperimento.
Essa, inoltre, è farmacologicamente sicura e priva di tossicità anche ad alte dosi.
Nello stesso senso vanno gli studi che hanno dimostrato che individui provenienti da popolazioni a bassa incidenza di cancro del colon retto che emigrano in paesi ad alto tenore di vita, modificando le loro abitudini alimentari in linea con quelle del paese ospite, dopo pochi anni hanno lo stesso rischio della popolazione residente di ammalarsi di questo cancro. È quanto avvenuto per i giapponesi emigrati sulla costa ovest degli Usa dopo la seconda guerra mondiale”. Studi su modelli animali hanno anche dimostrato che carne grigliata, cibi fritti, inquinanti, ed alcuni tipi di virus e batteri, sono attivi nella genesi dei tumori gastro-intestinali.
“È ormai accertato – conferma il gastroenterologo – che eccedere con l’assunzione di carne rossa (bovina, ovina e suina) aumenta il rischio di sviluppare un cancro del colon retto e verosimilmente anche la sua recidiva. La cottura ad alte temperature (griglia, carbonella, arrosto, padellati) è stata particolarmente collegata ad un aumentato rischio di sviluppo di polipi e cancro del colon. Cuocere eccessivamente la carne, infatti, aumenta la quantità di amine eterocicliche, che determinano mutazioni cancerose. È quindi consigliabile diminuire l’assunzione di proteine animali sostituendole con quelle vegetali”.
Quale dieta seguire, quindi?
“È bene evitare i grassi saturi. Più salutari i grassi monoinsaturi (olive, arachidi, olio di colza, avocado, nocciole) e i grassi polinsaturi omega-3 (pesce, olio di semi di lino, noci). Va sempre ricordato che in un adulto la quantità totale dei grassi nella dieta non deve superare il 25-35% delle calorie totali. L’obesità è un fattore di rischio per il cancro del colon, oltre che per numerose altre patologie”.
Quali sono invece gli alimenti che favoriscono la salute e in particolare possono proteggere dal cancro del colon retto?
“Frutta e verdura, oltre a garantirci le fibre essenziali per proteggere l’intestino (presenti anche nei cereali integrali), ci permettono di assumere molte sostanze benefiche per il nostro organismo – conclude Caletti -. Uva, arachidi e bacche; the, soia; senape e olio d’oliva; curcuma; cipolle; melograno;aglio; broccoli e cruciferacee (cavolo, rapa, senape) sono alimenti ricchi di svariate sostanze protettive. Inoltre, molte ricerche hanno dimostrato l’effetto positivo nel combattere il cancro degli agenti fotochimici presenti nelle piante e spesso identificati in base ai colori. Gli isotiocianati, responsabili del colore verde scuro di broccoli, spinaci, cavolo cappuccio, cavolo riccio o lancinato, foglie di mostarda o senape, sono stati associati ad una diminuzione di rischio generico di cancro. Pepe rosso, pomodori, cocomero, uva nera, lamponi, pompelmo rosa contengono invece il licopene che può avere forti proprietà anti cancro. I carotenoidi presenti in carote, zucca, patata americana, arance, mandarini, che gli dona il bel colore arancio, favoriscono la buona salute in generale, mentre i frutti di bosco come more e mirtilli, dal caratteristico colore blu scuro, posseggono potenti sostanze chimiche antiossidanti. Aglio, porro, cipolla, erba cipollina, scalogno, cipolle verdi, contengono invece sostanze organiche solforate: le persone che mangiano regolarmente aglio cotto o crudo riducono di due terzi il rischio di sviluppare un cancro del colon-retto. Infine, gli adulti che assumono molto latte e calcio hanno un minor rischio di sviluppare un cancro del colon retto. Ottima anche l’azione dello yogurt con batteri vivi ed attivi, quali il Lactobacillus acidophilus”.
E per gli amanti delle sostanze nervine, spesso deprecate dai nutrizionisti, ricerche condotte in diversi paesi hanno riscontrato che bere quattro o più tazze di caffè (americano lungo) al giorno si associa ad un diminuito rischio di cancro del colon retto ed anche il the verde può avere proprietà benefiche.



