Ambiti territoriali di caccia bolognesi, si va al rinnovo dei Consigli direttivi - Agrimpresaonline Webzine

Ambiti territoriali di caccia bolognesi, si va al rinnovo dei Consigli direttivi

10/09/2013

In base alle norme vigenti si sono avviate le procedure per il rinnovo dei Consigli direttivi dei tre Ambiti territoriali di caccia della provincia di Bologna. I nuovi Consigli resteranno in carica per i prossimi 5 anni.

Gli Atc occupano oltre il 60% della superficie agrosilvopastorale bolognese, per un totale di circa 213.000 ettari. Il restante territorio provinciale è suddiviso in due ambiti: uno su cui vige il divieto di caccia (zone di ripopolamento, oasi, parchi), che occupa il 25% del totale (pari a circa 85.000 ettari), e l’altro di pertinenza di privati (aziende venatorie e centri riproduzione fauna allo stato naturale), che copre l’11% del territorio per circa 37.000 ha.

La gestione faunistico-venatoria della nostra provincia, da quando la fauna ungulata si è diffusa fin quasi in pianura (i censimenti 2012 segnalano oltre 25.000 caprioli, quasi 2.000 cervi, 1.300-1.400 daini e circa 10.000 cinghiali), non è più affare di esclusiva competenza dei cacciatori, che sono circa 10.000, ma un problema per tutti i cittadini visto l’alto tasso di incidenti stradali e soprattutto per le imprese agricole, che si vedono sottrarre ogni anno una percentuale crescente di Plv dal pascolo di questi 40 mila quadrupedi selvatici. Purtroppo in questi ultimi 5 anni la gestione degli Atc, che incamerano e gestiscono annualmente circa 2 milioni di euro di entrate dei cacciatori, non è stata soddisfacente per il mondo agricolo che, specie nell’Atc BO3 di collina e montagna sinistra Reno, è pieno di criticità e vede un diffuso malcontento degli imprenditori agricoli, in particolare per quanto riguarda la prevenzione e il risarcimento dei danni.

A questo stato di cose occorre porre rimedio e la Cia, dopo aver svolto numerosi incontri con i propri associati specie in montagna, ha deciso di affrontare il problema con il massimo impegno, in primo luogo cercando di incidere di più e quindi condizionare maggiormente la gestione degli Atc, i quali alla luce della vigente legislazione sono strutture da cui non si può prescindere. Oltre ad un parziale avvicendamento dei nostri consiglieri con l’inserimento di persone competenti, si è puntato su un riequilibrio delle componenti dei 20 consiglieri che in ognuno dei tre Atc in scadenza vede la prevalenza, per alchimie politiche varie, della componente venatoria.

La composizione prevista dalla legge è la seguente: 6 mondo agricolo, 6 mondo venatorio, 4 ambientalisti (che nell’ultimo Consiglio in realtà erano per la metà cacciatori) e 4 nominati dalla Provincia (anche qui per metà erano stati nominati dei cacciatori). In definitiva, il nostro obiettivo prioritario è quello di ridurre drasticamente il numero degli animali, causa fondamentale dei gravi problemi che da troppo tempo pesano sulle aziende agricole.

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