Ecco i primi contributi per i danni del “nevone 2012” - Agrimpresaonline Webzine

Ecco i primi contributi per i danni del “nevone 2012”

10/09/2013

39 aziende agricole che nel febbraio 2012 furono gravemente colpite dal “nevone” e che hanno fatto pervenire le domande di aiuto entro il 29 marzo 2013, riceveranno contributi per 1.277.734 euro, da destinarsi al ripristino del potenziale produttivo danneggiato dall’eccesso di neve del periodo e che ha interessato gran parte del territorio della provincia di Forlì-Cesena.

In particolare, con determina 1511 del 23/07/2013, è stato approvato, dal Servizio agricoltura della Provincia, un elenco di 39 domande ammesse a finanziamento, relative alla Misura 126: “Ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali ed introduzione di adeguate misure di prevenzione” (Asse 1 Programma di sviluppo rurale 2007/2013). Altre 6 domande non sono state istruite positivamente poiché rinunciate o non ritenute ammissibili.

Quelli in erogazione non esauriscono i contributi al mondo agricolo per le nevicate del 2012. Fino al 6 settembre 2013 si possono presentare analoghe domande di aiuto, che saranno valutate tramite un secondo avviso pubblico regionale per la stessa emergenza, finanziato con 2.092.000 euro (con possibili incrementi derivanti dai residui del primo bando), disponibili per le province di Forlì-Cesena e Rimini. Gli avvisi sono finanziati dalla Regione Emilia Romagna. Ulteriori fondi, attualmente in attesa di riparto a livello nazionale, saranno disponibili da risorse dello Stato e non ancora quantificabili.

“È una notizia che non si può che accogliere con soddisfazione – ha commentato Guglielmo Mazzoni, presidente della Cia di Forlì-Cesena – sebbene sia consapevole che queste risorse coprono una piccola parte dei danni che il ‘nevone’ ha causato al tessuto economico locale. L’erogazione di questi fondi premia anche il duro lavoro che Cia ha fatto nell’ultimo anno e mezzo, sia per gestire le pratiche di rimborso, sia per tenere alta l’attenzione su questo fenomeno distruttivo che, sciolta la neve, poteva rapidamente cadere nel dimenticatoio. Considero questo risultato, quindi, solo come una prima risposta. Si apre ora un tavolo politico su come affrontare le future emergenze, non solo riferite alla neve ma alle molteplici “calamità naturali” che il mondo agricolo si trova oggi ad affrontare, anche quelle conseguenti ai veloci mutamenti climatici, come le trombe d’aria ed i nubifragi”.

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