Ancora in flessione le superfici di pesche e nettarine

Giugno 2016

Lucia Betti

DALLA REDAZIONE – Pesche e nettarine sembrano seguire la tendenza, che è stata negativa, degli ultimi anni.

A livello nazionale, infatti, le previsioni per il 2016 indicano una flessione produttiva dove per le nettarine in particolare sono stati numerosi gli abbattimenti effettuati negli ultimi 3 anni: nel 2015 soprattutto nel nord Italia, Romagna compresa, conseguenza delle quotazioni di mercato sempre più al ribasso e non remunerative per i produttori. A fronte del calo di impianti e di produzione italiani e romagnoli, a livello mondiale si è registrato un incremento della superficie coltivata a pesche e nettarine.

In Romagna per ora si parla di “sensazioni”, che fanno pensare a produzioni leggermente inferiori al potenziale produttivo, anche a causa dell’inverno caldo.

L’anticipo della campagna di raccolta, dal punto di vista commerciale, metterà l’area romagnola in sovrapposizione con il Mezzogiorno, ma anche nelle zone del Sud Italia la produzione non sembra particolarmente abbondante e quindi si potrebbe profilare una maggiore possibilità di integrazione fra i prodotti delle varie aree. Inoltre, la campagna in anticipo potrebbe creare opportunità maggiori dal punto di vista commerciale per le varietà tardive. Un po’ azzardato anche parlare di prezzi, ma il mercato al momento pare equilibrato.

L’embargo russo continua ad essere la spada di Damocle e, se sarà riconfermato, l’agricoltura continuerà a pagarne un prezzo salato e questo è un aspetto messo in evidenza fra i temi al centro della manifestazione di Cia, Confagricoltura e Copagri del 5 maggio scorso.

In Italia le temperature al di sopra della media stanno determinando anticipi della stagione e ciò potrebbe portare, in luglio, a sovrapposizioni commerciali con le produzioni estive spagnole. Queste però, purtroppo per loro, hanno subito diversi danni anche da forti grandinate che si sono verificate in Spagna, e ad oggi non è chiaro quale sia l’entità effettiva del danno da loro subito, ma ci sarà meno pressione sul mercato. Per cercare di scongiurare il rischio di sovrapposizioni è stato avviato un dialogo a livello europeo che avrebbe l’obiettivo di giungere alla programmazione dei quantitativi da immettere sul mercato, alla differenziazione dell’offerta, cercando così di evitare stagioni disastrose.

Questi sono alcuni temi sui quali sta lavorando il gruppo di contatto tra Italia, Spagna e Francia, nel quale la Cia nazionale è rappresentata da Stefano Francia, presidente di Gie Ortofrutta e vice presidente di Cia Ravenna.
Si tratta di ragionamenti che hanno importanza non solo pensando all’estero e alla Spagna, ma anche al nostro Paese. È necessario soprattutto cercare di risolvere i problemi strutturali e secondo Cia Ravenna le strade da percorrere sono l’aggregazione dell’offerta sul mercato e gli accordi interprofessionali.

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