Dicembre 2014
RAVENNA – In occasione della presentazione dell’annata agraria la Cia si è interrogata sul futuro dell’agricoltura. Il consueto appuntamento, giunto al 28° anno di svolgimento, è stato l’occasione per riflettere su quale sarà l’agricoltura oltre il 2014 nel nostro territorio, partendo dal contesto economico generale.
Il presidente della Cia di Ravenna, Danilo Misirocchi, ha sostenuto che questa è stata la peggiore annata degli ultimi anni, ma ha affermato anche che “è necessario guardare avanti: superare gli svantaggi competitivi, far funzionare il sistema Paese, semplificare le procedure, non aggiungere altri regolamenti, razionalizzare, cambiare, aggiornare e, in certi casi, annullare quelli che già ci sono e instaurare tutti un nuovo legame con il territorio, consapevoli che ne è stato consumato troppo”.
In quest’ottica sono stati commissionati studi ad esperti per collocare la nostra agricoltura provinciale in un contesto più generale. Un profondo lavoro di revisione è portato avanti anche come Agrinsieme Romagna, il coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane. Al termine di quest’annata così difficile, per eventi calamitosi eccezionali che hanno riguardato il nostro territorio e aspetti più generali come l’embargo russo, frutto del fallimento diplomatico il cui prezzo è ricaduto per intero sul settore agricolo, le aziende si trovano di fronte al drammatico problema della liquidità, che richiede risposte straordinarie da parte delle istituzioni, attraverso sgravi fiscali e contributivi e da parte del sistema bancario con interventi creditizi.
L’agricoltura ravennate è dunque giunta al capolinea? Dovrà orientarsi verso altre produzioni?
Per il presidente della Cia di Ravenna anche se in futuro ci sarà spazio solo per un’agricoltura di nicchia, è d’obbligo guardare ai mercati internazionali e soprattutto imparare a proporsi in modo nuovo”. Le aziende diventeranno più grandi e specializzate, alcune scompariranno – ha detto – ma l’energia, la forza e le risorse del nostro territorio permetterà all’agricoltura romagnola di risollevarsi. Il volto delle aziende sta già cambiando.
Donne e giovani hanno portato innovazione, investendo in laboratori e vendita diretta e uno spaccato interessante del settore è rappresentato dall’imprenditoria femminile negli agriturismi. Anche il biologico è senza dubbio un settore importante, dove c’è richiesta e dove si sta investendo molto come produttori e come strutture cooperative, ma nessun altro paese europeo, tiene a precisare sempre Danilo Misirocchi, è all’avanguardia come l’Italia nella lotta integrata; passi straordinari sono stati fatti per la salvaguardia del prodotto e dell’ambiente.
Il settore agricolo ha perso, sino ad oggi, il 6,6% rispetto all’anno precedente, segnando un -5,4% per le coltivazioni agrarie ed un -7,7% sul totale degli allevamenti.
Sono negativi i risultati economici di tutte le colture arboree ad eccezione dell’actinidia e dell’olivo. Negativi pure quelli rilevati per le colture erbacee: frumento tenero, orzo, mais, sorgo, erba medica, soia e girasole, fatta eccezione per il frumento duro.
“La Cia di Ravenna con questa iniziativa – ha concluso Misirocchi – oltre a presentare i dati vuole guardare avanti per capire, con l’aiuto di esperti, quale sarà l’agricoltura oltre il 2014 nel nostro territorio, partendo dal contesto economico generale perché l’agricoltura, per quello che rappresenta per valori, presenza sul territorio, indotto ed occupazione è parte integrante e rilevante dell’economia provinciale”.
