Con il bosco la rinascita del terreno dopo anni di cereali e barbabietole - Agrimpresaonline Webzine

Con il bosco la rinascita del terreno dopo anni di cereali e barbabietole

aree rinaturalizzate

Emer Sani

CONSELICE (Ravenna) – Quella del bosco del “Podere orto” di Conselice (Ra) è una storia di rinascita del terreno e della vita animale.

“Per oltre 50 anni – racconta il proprietario, Giulio Felicetti -, si sono susseguite serrate rotazioni di medica, grano e barbabietola da zucchero senza che ci sia stato apporto di sostanza organica e con ricorso, sovente massivo, a concimi chimici e diserbanti. Questa forma di sfruttamento intensivo stava portando il terreno verso un grave processo di inaridimento con relativo abbassamento della diversità biologica. Tant’è che, alla fine degli anni ‘90, la presenza di flora e fauna spontanea era sostanzialmente nulla”.

Il “Podere Orto” ha una forma irregolarmente rettangolare di oltre 3 ettari e mezzo. Nel marzo del 2000, con il contributo dell’Unione Europea, tramite il regolamento Cee 2080/92 – Azione 3, venne impiantato un bosco con oltre 5.700 piante, tra Noce, Frassino, Farnia, Acero campestre, Ontano nero, Olmo, Nocciolo, Prugnolo e Tamerice.

Nel “Podere orto” di Conselice anche una stazione di osservazione con uno specchio d’acqua

“Ad un anno dalla messa a dimora, nel maggio 2001- prosegue Felicetti -, l’impianto si presentava come una sorta di deserto dopo 2 anni, nel 2003 si iniziava a vedere un avvio di copertura del suolo che si concluse nel 2014. Ad oggi, si può affermare che il bosco è entrato nella fase di equilibrio autoportante a preludio dell’avvio della sua lunga fase di maturità agronomica e biologica che lo vede sostanzialmente indipendente da azioni antropiche. La densità è tutt’ora ottima, malgrado il virulento attacco di Grafiosi dell’olmo che, nel 2011, condusse all’abbattimento di circa 300 olmi”.

Oltre al sensibile miglioramento della struttura del terreno, sono da evidenziare le principali variazioni biologiche ed ambientali, che riguardano l’importante aumento della biodiversità dell’area tra numerose specie di uccelli, mammiferi, rettili e anfibi, fiori e funghi spontanei che abitualmente trovano dimora, riparo e nutrimento nel bosco.

La presenza di fauna selvatica, con particolare riferimento ai volatili, è favorita anche dalla messa in opera di nidi artificiali. Il monitoraggio, con particolare riferimento alla sopracitata fauna, avviene anche grazie alla realizzazione, al centro del bosco, di una stazione di osservazione corredata da pozza di acqua. Sono diversi anche i principali prodotti del bosco, a partire dalla legna da ardere e da opera, noccioline, noci, prugne (da maggio a settembre), more di gelso (bianche e nere) e funghi (pleurotus, piopparelli e famigliole).

“Il valore di questi prodotti espresso in euro – conclude Felicetti – è certamente poco significativo, ma a questi si uniscono una serie di “prodotti intangibili” come silenzio, armonia, equilibrio, profumi, colori, aria pulita ed emozioni, il cui valore è di personale attribuzione”.

aree rinaturalizzate

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat