Creare consorzi tra agriturismi per condividere le ‘buone pratiche’ - Agrimpresaonline Webzine

Creare consorzi tra agriturismi per condividere le ‘buone pratiche’

NOVEMBRE 2015

Un settore in continua crescita che ora si è dotato di un marchio nazionale con il simbolo identificativo della classificazione rappresentato da un girasole
Mara Biguzzi

FORLì-CESENA – In Emilia Romagna operano complessivamente 1106 agriturismi che rappresentano lo specchio dell’agricoltura regionale e che sono il manifesto dello sviluppo rurale. In provincia di Forlì-Cesena sono 167, di cui 76 (45.5%) condotti da imprenditrici e 91 (54.5%) da imprenditori. Sono 49 gli agriturismi in pianura, 90 in collina e 28 in montagna. 

È solo merito dei nostri operatori agrituristici, che possiamo considerare dei veri e propri pionieri, l’aver recuperato le vecchie case, masserie, nuclei rurali abbandonati, cioè molto del patrimonio edilizio rurale, tutelando le peculiarità paesaggistiche, soprattutto in collina e montagna. L’avere sostenuto le produzioni tipiche, di qualità, la biodiversità con il recupero di varietà antiche e le connesse tradizioni enogastronomiche, riscoprendo le vecchie ricette che in campagna si sono tramandate di generazione in generazione.

Abbiamo recuperato e creato capitale sociale e andiamo nelle piazze a raccontare le nostre esperienze per fare conoscere la nostra realtà che parte da aspetti sociali, con l’inclusione di fasce deboli di cittadini, alla didattica per i bambini e all’ ambiente, con la gestione del paesaggio, la conservazione della biodiversità e la difesa dei suoli. La campagna agricola del nostro territorio, per le molteplici variazioni morfologiche, storico-culturali e ambientali esprime una molteplicità di agroecosistemi, di soluzioni ingegneristiche ed idrauliche, di infrastrutturazione fondiaria, di culture e di produzioni tipiche locali, che necessitano di trovare adeguate forme di valorizzazione e promozione. Purtroppo è in atto un fenomeno di marginalizzazione dell’agricoltura che ha come conseguenza diretta un aumento del rischio di cessazione dell’attività che, a sua volta, può produrre effetti sociali e ambientali estremamente negativi.

Le aziende agrituristiche incontrano difficoltà nel rispettare la quota di prodotti ottenuti in azienda da utilizzare per pasti e bevande. L’approvvigionamento con prodotti a marchio Dop, Igp, Igt, Doc, Docg acquistati da aziende agricole della zona, potrebbe rappresentare una grande opportunità di sviluppo del territorio. Questo si potrebbe concretizzare con la creazione di “Consorzi degli agriturismi”, la cui finalità potrebbe essere quella di condividere disciplinari e pratiche codificate. Il compito delle istituzioni locali è quello di creare le sinergie amministrative e finanziare per mettere a sistema la ricchezza ambientale e storico culturale.

 

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