Frutta, servono aggregazione, programmazione e innovazione

Luglio 2017

Stefano Francia, presidente Gie nazionale – Gruppo DG Agri tavolo pesche, nettarine e drupacee

Un quadro dettagliato della situazione dell’ortofrutta: lo descrive Stefano Francia, vice presidente della Cia di Ravenna, ma anche componente del Comitato pesche e nettarine nell’Interprofessione, presidente del Gie nazionale e componente del gruppo di esperti della DG Agri sul tavolo pesche, nettarine e drupacee.

Francia riporta i numerosi fronti aperti: semplificazione, trasparenza, produzioni, gusto, consumatori, programmazione, mercati, Italia, Europa, ricerca, aggregazioni.

Due gusti diversi, due piaceri unici – L’organizzazione interprofessionale sulle pesche e nettarine ha deciso di seguire la strada per la loro divisione in due aree: pesche e nettarine di stagione gusto tradizionale succose e acidule e gusto smart amabili e dolci. E da qui la loro presentazione nei punti vendita.
Questo per riuscire a fornire al consumatore lo stesso tipo di pesca e nettarina sui banchi della spesa per tutto il periodo di produzione e commercializzazione del prodotto italiano: chi consuma sceglie.
Il lavoro è stato realizzato a budget zero, con il patrocinio del Mipaaf per l’indagine di mercato e la realizzazione dei banner nella Gdo. È stato estremamente importante l’aiuto del Crea che con i suoi tecnici ha realizzato l’analisi del mercato e della produzione: è il primo anno e rappresenta il banco di prova. Anche la collaborazione del professor Sansavini è fondamentale: dalla prossima settimana monitorerà cosa succede nella Gdo e l’andamento dei consumi. Questi dati ci aiuteranno a capire come dobbiamo muoverci nei prossimi anni e quali varietà avranno maggiori prospettive. Si tratta di un percorso da realizzare in due-tre anni e di accompagnare le varietà che non incontrano i gusti dei consumatori alla loro fine naturale. Un tale approccio andrebbe impostato anche per le susine e per le altre drupacee.

Il catasto per la programmazione – Un’altra parte del lavoro dell’Interprofessione nel comitato pesche e nettarine è concentrata sulla programmazione della produzione, sulle strategie da seguire per avere nei prossimi anni dei buoni risultati e non delle perdite. L’importanza del catasto è fondamentale. Siamo a conoscenza solo del 30% del catasto, ma occorre avere un quadro completo suddiviso per varietà, quantità, superficie e fascia temporale per fare programmazione. È necessario fare ciò non solo a livello nazionale, ma europeo, in particolare per le pesche e nettarine dal momento che abbiamo produzioni spagnole, francesi e greche.

Richiesta di aiuto all’Europa – Oltre alla realizzazione del catasto, il passo da fare è la richiesta di aiuto all’Europa per l’apertura di nuovi mercati, per i ritiri dal mercato col mantenimento del plafond anche nel 2018, per far fronte all’embargo russo. La causa dell’embargo russo non è stata dettata dall’agricoltura, ma è l’agricoltura che ne sta pagando il prezzo maggiore.
Con l’Europa  bisogna lavorare alle regole import/export perché sui nostri scaffali arrivano prodotti che sottostanno a regole diverse dalle nostre, con residui fitosanitari diversi dai nostri, con il costo della manodopera diverso dal nostro. A chi ci chiede perché noi non portiamo i nostri prodotti ad esempio in Cile, dobbiamo ricordare che rispettando i nostri regolamenti i nostri prodotti non reggono due, tre settimane di viaggio e dovrebbero essere quindi trasportati solo in aereo. Vogliamo parlare dei costi? Il nostro registro dei prodotti utilizzabili sarebbe da rivedere per fare questo, avendo sempre comunque presente l’attenzione alla salute delle persone e dell’ambiente.

O.P. e aggregazioni – Nel nostro Paese abbiamo un potenziale alto e molto margine ancora per impegnarci nelle aggregazioni. Organizzati meglio e al meglio potremmo bilanciare il potere che la Gdo è andata assumendo. Occorre porre un limite e un controllo: se le pesche sono pagate alla produzione 40 centesimi come mai nella Gdo continuano a costare 2 euro e 90 centesimi, 2 euro e 50 centesimi? Nella catena del valore come si distribuiscono le risorse? Per quanto riguarda le pere alla fine abbiamo costituito due gruppi, Opera e Origine Group, ma la prossima volta che ci aggreghiamo dobbiamo cercare di farlo ancora meglio.

Ricerca varietale e controlli – La ricerca varietale va fatta mirata alle varie zone del nostro Paese e in base al clima e ai suoi cambiamenti. Inoltre, occorre un controllo maggiore nei porti e negli aeroporti per cercare di evitare che arrivino alieni come ad esempio il caso della cimice asiatica. Serve un maggior utilizzo delle molecole, che è sempre più ristretto, ma i problemi sono sempre maggiori.

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