Efficienza e qualità delle merci: il Caab di Bologna investe su logistica e ‘accessibilità’ ai prodotti freschi

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Oltre 240.000 tonnellate di ortofrutta all’anno: sono questi i volumi che transitano al Caab, Centro agro alimentare di Bologna che, nonostante un calo del 4,5% registrato nel 2024 rispetto all’anno precedente, si posiziona come uno dei principali snodi logistici per l’agroalimentare in Italia ed Europa. Il valore della produzione (riferito alle annate 2023 -2024) si aggira sui 5,6 milioni di euro. La struttura opera su 45.000 metriquadri di area mercatale (galleria), e altri 10.000 di celle frigo. 

Il presidente del Caab, Marco Marcatili, spiega gli elementi operativi che rendono il Caab piattaforma efficiente, ci sono infatti alcuni fattori chiave che fanno la differenza. Il primo è la velocità: il servizio di carico e scarico centralizzato consente di ridurre drasticamente i tempi di movimentazione della merce. Il secondo è la profondità dell’offerta, con circa migliaia di produzioni orticole e frutticole trattate ogni anno, che garantiscono agli operatori una disponibilità ampia e continua. È un elemento di valore che si riflette sulla competitività delle imprese e sulla qualità dell’offerta per il cliente finale.

Sul fronte della sicurezza alimentare, quali garanzie offre il Caab agli operatori e al mercato?

Offriamo garanzie molto solide e basate su numeri concreti. Effettuiamo oltre 100mila controlli all’anno su frutta e verdura e siamo l’unica piattaforma ad aver ottenuto la certificazione Sgs sul sistema di monitoraggio igienico-sanitario. Questo significa che il controllo della qualità non è occasionale ma sistematico e strutturato. È un elemento che rafforza la fiducia degli operatori e rappresenta un vantaggio competitivo per tutte le imprese presenti sulla piattaforma.

Il Caab è spesso associato a prodotti di fascia alta. Come si concilia questo con l’obiettivo di mantenere i prezzi accessibili?

È una questione di qualità. Crediamo che qualità, sicurezza alimentare e continuità siano valori imprescindibili, ma allo stesso tempo lavoriamo per rendere questa qualità accessibile. Non si tratta di abbassare i prezzi sacrificando la qualità, ma di offrire prodotti migliori a condizioni il più possibile inclusive.

Parliamo di costi: quanto pesa oggi il caro energia sui prezzi dell’ortofrutta?

Il caro energia ha avuto un impatto molto concreto su tutta la filiera dell’ortofrutta e soprattutto sulla logistica che è una delle componenti rilevanti per il settore. Sulle tratte lunghe, sopra i 400 chilometri, l’incidenza dei costi energetici è arrivata al 10-15%, un dato che tocca direttamente la formazione del prezzo finale, nonostante il ruolo di calmiere naturale che ha una piattaforma come Caab. Il Centro infatti agisce per evitare che questi aumenti si scarichino interamente sui cittadini, in un tempo in cui i bassi consumi rendono necessario salvaguardare l’accessibilità.

Come riuscite a contenere questi effetti e a mantenere accessibili i prodotti freschi?

Caab agisce sulle leve strutturali del prezzo in modo indiretto. In primis, la piattaforma genera efficienza, favorendo l’incontro tra domanda e offerta, riducendo tempi, consumi, dispersioni. Questo consente alle imprese di lavorare in condizioni migliori e poi è la competizione tra le imprese in piattaforma a favorire l’equilibrio e il contenimento dei prezzi.

Cioè?

All’interno della piattaforma le imprese competono quotidianamente su prezzo, qualità e servizio. Ciò garantisce prezzi meno suscettibili ai rialzi e al contempo prodotti e servizi migliori. Allo stesso tempo, la piattaforma accentra la domanda permettendo la condivisione di infrastrutture, servizi e regole, e questo abbassa i costi complessivi del sistema. È una forma di cooperazione che rende sostenibile e virtuosa la competizione. Il risultato è un mercato dinamico ma equilibrato, dove la concorrenza non distrugge valore ma lo organizza meglio, e dove i benefici si trasferiscono lungo tutta la filiera fino al consumatore.

La posizione geografica del Caab è un vantaggio?

Sì, conta in modo decisivo perché siamo collocati in una posizione strategica, perfettamente collegata al sistema viario nazionale e metropolitano. Questo ci consente di ridurre tempi di percorrenza, ottimizzare le rotte e aumentare la frequenza delle consegne. Siamo il Centro di Bologna, ma siamo anche un punto di riferimento per il nord Italia. Tanto più in un contesto in cui i costi del trasporto sono sempre più rilevanti, essere in un nodo logistico efficiente significa avere un vantaggio misurabile.

Il Pnrr rappresenta un’opportunità importante, su quali interventi state puntando?

Abbiamo ottenuto fondi per 10 milioni di euro con cui stiamo accelerando il processo di innovazione della piattaforma, investendo sull’energia, sulle infrastrutture, sulla coibentazione, interventi che hanno un impatto diretto.

Guardando al futuro del settore ortofrutticolo, quali sono le principali sfide?

Riguardano l’accessibilità dei prodotti freschi, lo sviluppo delle competenze, il recruiting di personale. Il settore deve essere in grado di rispondere a un contesto sempre più complesso, mantenendo al centro la qualità e la sostenibilità. In questo senso le piattaforme possono giocare un ruolo fondamentale perché mettono insieme infrastrutture, mercato, capacità di innovazione.

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