Il Biodistretto del Delta: da idea a realtà - Agrimpresaonline Webzine

Il Biodistretto del Delta: da idea a realtà

NOVEMBRE 2015

Cia Ferrara ha lanciato a Expo il nuovo distretto del biologico e c’è già molto interesse da parte di aziende, amministrazioni pubbliche e Gal. La proposta è sempre più vicina a diventare un progetto concreto e realizzabile

L’idea di creare un Biodistretto del Delta è stata lanciata da Cia Ferrara ad Expo solo poche settimane fa ed ha già convinto molti amministratori del territorio, primo tra tutti il Comune di Ferrara, ma anche le aziende e i Gal.

Il progetto, pensato da Stefano Calderoni, presidente provinciale di Cia Ferrara, prevede la creazione di una vera e propria “rete distrettuale” che inizia con la produzione biologica e ha dunque come fulcro il valore dell’agricoltura e dei produttori del territorio, ma coinvolge le amministrazioni pubbliche e gli operatori turistici, fino al consumatore.

Il Delta, già riconosciuto Patrimonio dell’Umanità Unesco e dopo aver ricevuto il prestigioso Mab (Man and the Biosfere) sempre dall’Unesco, si candida dunque a diventare uno dei più importanti distretti di produzione biologica in Italia.

“Le carte in regola ci sono tutte – spiega l’ideatore del progetto Stefano Calderoni – perché il territorio del Delta ha un patrimonio rurale e di biodiversità che è unico. Questo, posso dirlo con certezza, grazie anche alle aziende agricole del territorio. L’agroalimentare è uno strumento di biodiversità, perché contribuisce a proteggerla e dunque i riconoscimenti ricevuti dall’Unesco sono certamente anche merito di un’agricoltura che ha saputo preservare e valorizzare nel corso degli anni. Ma questo è solo un importantissimo punto di partenza. Da qui bisogna iniziare a lavorare per creare una rete del biologico che caratterizzi non solo le aziende agricole ma l’intero indotto, da quello turistico-ricettivo a quello dei consumatori e delle famiglie. Penso – continua Calderoni – a produttori che si impegnano a seguire delle vere e proprie best practice legate alla sostenibilità, creando una filiera virtuosa e certificata. Penso anche a mense scolastiche che utilizzano prodotti biologici di una filiera cortissima e ad albergatori, ristoratori e stabilimenti balneari che non si affidano più a fornitori esterni ma utilizzano prodotti del loro distretto biologico. Questo, insieme a una maggiore attenzione per temi come la raccolta differenziata e la lotta allo spreco di materiali e il loro riutilizzo, contribuirà certamente a un impatto ambientale minore e ad una ulteriore azione di salvaguardia del territorio.

Ovviamente tutto questo sarà possibile solo a certe condizioni, prima fra tutte quella di avere una stretta collaborazione tra tutti i soggetti interessati. La sfida degli agricoltori sarà quella di garantire le forniture, pianificando le produzioni in base alle esigenze della filiera e alle richieste di mercato. Uno sforzo logistico che siamo pronti ad assumerci, perché crediamo fortemente nel progetto.

Inoltre – conclude Calderoni – come rete economica innovativa potremo anche accedere a contributi messi a disposizione dalla Comunità europea per la promozione e lo sviluppo. Il nostro progetto, se condiviso e partecipato, potrebbe dunque portare il Delta ad ottenere un ulteriore riconoscimento d’eccellenza e unicità”.

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