“Il calo del prezzo dello zucchero non ci aiuta nella trattativa con l’industria” - Agrimpresaonline Webzine

“Il calo del prezzo dello zucchero non ci aiuta nella trattativa con l’industria”

Dicembre 2013

PARMA – In febbraio 2013 erano stati sottoscritti impegni per circa 18 mila ettari, poi le abbondanti piogge hanno condizionato in modo pesante le semine, tanto da dimezzare gli ettari programmati.

Ma non è solo il calo produttivo dell’ultima campagna a preoccupare i produttori, le ultime notizie sul versante bieticolo-saccarifero parlano di un drastico calo del prezzo dello zucchero passato dai 740/750 euro alla tonnellata agli attuali 600/610 euro.

Con Vittorio Artoni, referente dei bieticoltori per l’area dello stabilimento parmense di San Quirico, cerchiamo di fare il punto sull’ultima campagna bieticola, con uno sguardo sulle prospettive per il prossimo anno.

Come possiamo definire l’ultima campagna?

“Se consideriamo le semine tardive effettuate dal 20 aprile alla prima decade di maggio, possiamo ritenere soddisfacenti i risultati finali.

Per quanto riguarda l’area dello stabilimento di San Quirico quali sono stati questi risultati finali?

La campagna è iniziata il 19 agosto e si è conclusa il 29 settembre. La produzione è stata di 5 milioni e 200 mila quintali di bietole, con una polarizzazione media di 15,20 e una tara media di 10,20. Il saccarosio prodotto è arrivato a 7,65 tonnellate per ettaro. Credo di poter dire che questi risultati confermano una potenzialità produttiva, certo abbiamo dovuto fare i conti con una stagionalità fortemente negativa.

Un fattore che ha penalizzato la produzione lorda vendibile in modo pesante.

Indubbiamente, infatti per molti bieticoltori la Plv si è fermata tra i 2.000 e i 2.800 euro per ettaro. Un risultato modesto, ma nella maggioranza dei casi possiamo dire che si sono coperti i costi di produzione.

Veniamo alle prospettive per la prossima campagna.

Purtroppo dobbiamo prendere atto di un drastico calo del prezzo dello zucchero passato da un massimo di 750 euro alla tonnellata al minimo attuale di 600/610 euro. Prevedo quindi una trattativa difficile con la parte industriale. Se poi guardiamo l’andamento negativo di altre colture che possono competere, come ad esempio mais e grano, tutto questo non sarà di aiuto nella determinazione del prezzo per il 2014. In sostanza, non sarà facile portare a casa un prezzo in grado di dare almeno un margine di utile, ma faremo tutto il possibile per arrivarci.

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