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Il nuovo Psr scommette su montagna, giovani e ambiente

Luglio 2014

10 mila progetti per l’Emilia Romagna

Un paniere di circa 10mila progetti di investimento, 29 mila interventi di formazione professionale, 200 mila ettari di superficie agraria utilizzabile interessati da proposte per il miglioramento ambientale.

Sono alcuni attività previste dal Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 che potrà contare su una dotazione di 1 miliardo 190 milioni dove le priorità sono i giovani, l’ambiente, la montagna e sviluppo della competitività delle imprese. Contrastare l’abbandono delle montagne e favorire l’occupazione dei giovani, oltre che creare le condizioni per migliorare la qualità della vita nelle aree appenniniche è uno degli obiettivi principali: si parla anche della creazione di poli socio assistenziali per dare un supporto in modo particolare alla popolazione più anziana. Negli ultimi dieci anni, infatti, la Sau in montagna è scesa del 21% a favore di aree rimboschite naturalmente perché non più coltivate. Per i titolare dell’assessorato Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Tiberio Rabboni si tratta “Una iniezione di denaro senza precedenti, la più alta delle ultime programmazioni e la più alta tra tutte le regioni del nord Italia”. Dal 2008 a oggi la produzione agricola emiliano romagnola  è aumentata in valore del 10%, l’agroalimentare vale 20 miliardi di fatturato, il 15% del totale nazionale, mentre nel 2013 l’Emilia Romagna è diventata la prima regione in Italia per esportazione di prodotti alimentari con il 16% del totale nazionale. 

La Regione, in questa tornata, ha raddoppiato le risorse dal proprio bilancio che passano, rispetto alla precedente programmazione, da 106 a 203 milioni di  euro. Ammontano invece a 513 milioni di euro i finanziamenti che arrivano dall’Europa (29 milioni in più rispetto al periodo 2007-2013), mentre la quota statale è di 474 milioni (6 milioni in più).
Il Psr 2014-2020 è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale. Il 15 luglio dovrà passare all’approvazione dell’Assemblea legislativa  per poi essere trasmesso a Bruxelles per l’ok definitivo. Il testo attuale è il frutto di un’ampia consultazione con il mondo agricolo che  è partita nel maggio 2013, con numerosi incontri che hanno coinvolto oltre  mille  persone, tra rappresentanti delle associazioni agricole, istituzioni, portatori di interesse.     

Competitività delle imprese

Per sostenere la  competitività  e la redditività delle imprese la Regione  mette a disposizione 544,6 milioni di euro di finanziamenti pubblici, che  mobiliteranno 932 milioni  di investimenti. Serviranno per  cofinanziare  circa  6.600  progetti. L’obiettivo è aumentare  e stabilizzare la redditività delle imprese agricole, ancora oggi troppo spesso anello debole della catena  che porta al consumatore finale; ammodernare i processi produttivi,  sostenere le produzioni di qualità, diversificare l’attività agricola. Una corsia privilegiata sarà destinata  alle reti di imprese “dalla terra alla tavola” e alle diverse forme di agricoltura organizzata,  per ridurre i costi e fare sistema.    

Il pacchetto giovani

Il Psr 2014-2020 avrà al centro i giovani,  con un pacchetto di misure che vale 130 milioni di euro. Chi avvierà una nuova impresa agricola potrà contare su un premio per il primo insediamento  compreso tra i 40 mila e i 70 mila euro in base al valore del progetto aziendale. Non solo: gli under 40 avranno una priorità di accesso in tutte le misure del nuovo Psr.

L’innovazione

Ammontano a 96 milioni di euro le risorse per sostenere l’innovazione e la conoscenza in agricoltura, di cui il 70% per il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di processi produttivi più rispettosi dell’ambiente e il 30% per la formazione e la consulenza (29 mila interventi). Le azioni interverranno trasversalmente a tutte le tematiche concentrandosi prevalentemente sui temi della competitività e della sostenibilità ambientale.   

L’ambiente

All’ambiente andranno 526,9 milioni di euro.Serviranno per ridurre l’impatto delle attività agricole, sostenere la produzione biologica e integrata (l’obiettivo è intervenire su 200 mila ettari di superficie agricola), tutelare gli habitat naturali, la biodiversità, il paesaggio  e migliorare la fertilità dei suoli, contrastando l’erosione di terreno agricolo. In particolare 104 milioni di euro, per  un investimento complessivo di 189 milioni di euro cofinanzieranno circa 1.600 progetti di investimento per ridurre le emissioni in atmosfera, razionalizzare il consumo energetico e idrico, il sequestro di carbonio attraverso la forestazione. Il pacchetto forestazione potrà contare su 35  milioni  di euro per realizzare nuovi imboschimenti e  tutelare il patrimonio forestale esistente per circa 4 mila ettari.

La montagna: un polo socio-assistenziale in ogni Distretto sanitario

Tra il 2000 e il 2010 la superficie agricola in montagna è diminuita del 21%. Per contrastare abbandono e dissesto idrogeologico, il Psr riconosce alle aree appenniniche una priorità trasversale in molte misure e condizioni particolari di accesso. Inoltre i territori collinari e montani potranno contare sull’innalzamento delle risorse dedicate alle indennità compensative  per circa 90 milioni di euro e su circa 50 milioni per la prevenzione del dissesto idrogeologico nelle aziende agricole e nelle are forestali. Infine, ammontano a 93 milioni di euro i finanziamenti più direttamente dedicati a investimenti strategici per contrastare l’abbandono del territorio, migliorando i servizi. In particolare, circa  66,4 milioni saranno destinati a sostenere le attività dei Gal (Gruppi di azione locale), ovvero associazioni miste, in prevalenza private, che operano con progetti di sviluppo locale nelle aree appenniniche e nel Delta del Po. Questo plafond permetterà di finanziare almeno mille progetti sul territorio a vantaggio di circa 700 mila abitanti.
Con oltre 26 milioni la Regione sosterrà inoltre 179 progetti destinati ad aumentare la dotazione di servizi, a partire dalla apertura  in ogni  Distretto sanitario di un polo socio-assistenziale. Verranno anche finanziati progetti di recupero di edifici pubblici che potranno essere adibiti a centri visita, punti di ristoro, luoghi di aggregazione e il contrasto al digital divide, attraverso la diffusione della banda larga e l’informatizzazione di scuole, biblioteche e musei. Saranno realizzate centraline pubbliche per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili.

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