Ilenia Rosi è presidente a Parma - Agrimpresaonline Webzine

Ilenia Rosi è presidente a Parma

Ilenia Rosi

Febbraio 2014

PARMA – Nella mattinata di venerdì 24 gennaio si è svolta la sesta Assemblea elettiva della Cia parmense. Scopo dell’iniziativa l’elezione del nuovo gruppo dirigente che guiderà l’associazione per i prossimi quattro anni.

In premessa crediamo di poter dire che, dopo un periodo difficile, la Cia di Parma ritrova coesione e si affida a un gruppo di giovani per farsi rappresentare in ambito agricolo.
La scelta del presidente agricoltore ha infatti trovato in Ilenia Rosi una sintesi condivisa da tutti i delegati. Nel suo intervento di apertura dei lavori un commosso Guido Baratta ha avuto parole di ringraziamento per il gruppo dirigente e per i dipendenti che hanno consentito al “treno Cia” di arrivare fino a questa stazione.

Baratta nella sua relazione ha ricordato i principali passaggi di questo viaggio: la fine del sistema quote latte e la necessità di ridefinire regole produttive, lo sforzo per avviare il Distretto del pomodoro del Nord, la gestione della vecchie Pac e le novità della nuova Politica agricola comunitaria, infine, l’obbligo di garantire servizi validi ed efficienti ai soci Cia.
Tutto questo – ha ricordato il presidente uscente – è stato al centro del nostro lavoro quotidiano degli ultimi 10 anni, mentre il mondo cambiava in fretta, la competizione agricola diventava globale e i “paradossi del cibo” ponevano  questioni sempre più complesse.
Come esempio Baratta ha citato l’estrema contraddizione  di una popolazione mondiale che oscilla tra la fame e l’obesità, oppure il tema della terra destinata a diventare il nuovo petrolio ai fini energetici, per finire con la speculazione fondiara che cerca di accaparrarsi terreni e quindi cibo per le popolazioni del futuro. Tutte questioni che mettono al centro il ruolo dell’alimentazione e dell’agricoltura, che saranno i temi centrali di Expo 2015 in programma a Milano nel 2015.

“È chiaro che di fronte a questi scenari – ha ricordato nel suo intervento il presidente regionale Antonio Dosi – la singola azienda agricola può fare poco, da qui la scelta di dare più forza alla rappresentanza agricola attraverso la nascita di un organismo nazionale chiamato Agrinsieme, dove Cia, Confagricoltura e cooperazione agricola possono semplificare la rappresentanza e avere più forza verso le istituzioni”.
“Oltre ad Agrinsieme – ha affermato il membro di Giunta nazionale Ivano Moscamora – dobbiamo rafforzare i rapporti con le associazioni di prodotto. Veri e propri centri economici dove passa buona parte della nostra economia agricola”.
Moscamora ha concluso dicendo che oggi il ritorno all’agricoltura non può essere una moda passeggera, ma una realtà economica che può creare lavoro, può contribuire a limitare i danni del dissesto idrogeologico nazionale e attivare benefici per l’intera collettività.

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