La casa sta diventando sempre più il luogo privilegiato dei consumi. Diritti di impianto da governare

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

“Il mercato del vino sta attraversando una fase complessa e di transizione. Dopo anni di crescita, negli ultimi anni si sta verificando un rallentamento legato a una contrazione dei consumi globali e a dinamiche economiche e geopolitiche sempre più incerte”. Sono parole di Claudio Biondi, presidente del Consorzio di Tutela del Lambrusco che sottolinea l ’incertezza geopolitica mondiale che si riverbera sui consumi di vino’ l’Oiv ha comunicato che nel 2024 c’è stato il consumo più basso degli ultimi 60 anni”) e che non risparmia l’Italia, con consumi orientati al risparmio e sempre maggior attenzione a un’alimentazione sana e sostenibile.

Come stanno andando le vendite di vino e come si orientano i consumatori

La casa sta diventando sempre più il luogo privilegiato dei consumi. Negli ultimi due mesi del 2025 la ristorazione fuori casa ha avuto una contrazione del 5% e, a fine 2025, il consumo di vino nella Gdo ha segnato un calo del 2,6%. Anche per quanto riguarda l’export non è un momento ideale.

Quanto pesano i conflitti tuttora in atto?

Quattro anni di guerra russo-ucraina hanno impattato notevolmente, su un mercato che fino a fine febbrai 2022 per il Lambrusco cresceva, in Russia, di due cifre all’anno. Per quanto concerne gli Usa, che restano primo mercato di riferimento per il vino italiano, abbiamo assistito ad un forte accumulo di scorte nei primi sei mesi del 2025 in previsione dei dazi con un secondo semestre in conseguente calo, a cui si è aggiunta l’inflazione del dollaro. 

Emergono in questo contesto elementi che fanno ben sperare?

Un dato positivo riguarda il mercato canadese in cui nei primi sei mesi del 2025 è stato registrato un +11% nell’import di vino dall’Italia. Principalmente questo è stato dovuto alla sostituzione a scaffale dei vini Usa come contromisura ai dazi (i vini americani hanno registrato un  -65%, ndr). Oggi si stanno aprendo importanti opportunità per il Lambrusco anche negli stati in cui si accede tramite i monopoli.

Frizzanti e spumanti come si comportano?

In questo contesto internazionale complesso c’è da dire che il segmento delle bollicine continua a dimostrare una resilienza superiore rispetto ai vini fermi, confermandosi uno dei principali driver del settore. Serve però certamente abilità nel comprendere come stanno evolvendo gli stili dei consumi e intercettarli. All’interno di questo scenario, il Lambrusco mantiene un posizionamento distintivo e competitivo: è un prodotto che risponde alle nuove tendenze di consumo, grazie alla sua versatilità, al moderato tenore alcolico e alla capacità di dialogare con occasioni di consumo contemporanee, dalla ristorazione alla mixology. Inoltre, la forte vocazione all’export – che per le bollicine emiliane rappresenta una quota rilevante – rende fondamentale continuare a investire sulla promozione internazionale e sull’alta qualità del prodotto.

Come rispondere alla applicazione dei dazi?

Sul fronte dei dazi, la situazione resta un elemento di forte attenzione. Le misure adottate in particolare dagli Stati Uniti hanno avuto un impatto significativo sull’export, imponendo alle imprese una revisione delle strategie commerciali. Oggi il settore è chiamato a diversificare i mercati di sbocco, rafforzando la presenza in Europa e aprendo nuove rotte verso Paesi emergenti. Allo stesso tempo, è fondamentale lavorare a livello istituzionale per ridurre le barriere e garantire condizioni di concorrenza più eque. Un esempio è l’accordo Ue- Mecosur e riduzione barriere di ingresso verso india.

Il ‘Pacchetto vino’ può dare un supporto al settore?

Per quanto riguarda questo provvedimento emergono alcuni elementi chiave: maggiore flessibilità nella gestione produttiva, semplificazione amministrativa e un rafforzamento delle misure legate alla sostenibilità e all’innovazione di prodotto. 

Strumenti fondamentali per accompagnare il settore in una fase di cambiamento strutturale. In questo ambito si inserisce anche il tema dei diritti di impianto e reimpianto dei vigneti, oggi evoluti nel sistema delle autorizzazioni. Si tratta di un meccanismo essenziale per governare il potenziale produttivo europeo, evitando squilibri tra domanda e offerta e tutelando il valore delle denominazioni. Infatti, nel pacchetto vino viene data la possibilità di prolungare i diritti di reimpianto per otto anni concedendo una finestra temporale importante per poter valutare le evoluzioni del mercato. 

Capitolo Pac e risorse, come commenta la nuova proposta?

Qui va fatto un ragionamento a parte: fino ad oggi, la Politica agricola comunitaria ha avuto un fondo dedicato. Nella nuova proposta è prevista la costituzione di un fondo unico per il finanziamento anche di altre politiche della Ue. In questo quadro, il ruolo dei Consorzi diventa ancora più centrale: accompagnare le imprese nella transizione, valorizzare le denominazioni e rafforzare l’identità dei territori. Per il Lambrusco, questo significa continuare a investire sulla qualità, sulla riconoscibilità e su una narrazione capace di parlare ai consumatori di oggi e di domani.

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