La passiflora per la fitocosmesi è coltivata nei terreni di Medicina - Agrimpresaonline Webzine

La passiflora per la fitocosmesi è coltivata nei terreni di Medicina

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Alessandra Giovannini

MEDICINA (Bologna) – Nei 2000 ettari di terreno a disposizione dei 25 soci della cooperativa Agribioenergia di Medicina si coltivano dal 2018, anche piante officinali ed aromatiche essiccate tramite il calore derivante dal cogeneratore dell’impianto a biogas.

“Gli ettari dedicati a questi prodotti sono 120 – precisa il presidente, Enrico Dall’Olio -. I nostri clienti sono quasi esclusivamente industrie estrattive, aziende che acquistano da noi la droga secca e, tramite degli impianti specifici, estraggono i principi attivi dalle erbe secche. Questi principi attivi, sotto forma di fitocomplessi o di molecole pure, saranno poi utilizzate nella produzione di integratori alimentari, farmaci e cosmetici”.

Nei terreni di Medicina ci sono echinacea, passiflora, melissa, malva, urtica, ogni pianta officinale ha un’esigenza diversa. I lotti sono grandi, uniformi, di qualità. Tra le piante più interessanti, e particolari, c’è sicuramente la passiflora incarnata che occupa una trentina di ettari. È una pianta poliennale a portamento strisciante e rampicante, normalmente in Italia si trova come pianta ornamentale, in centro America è coltivata, invece, per i suoi frutti, il frutto della passione, un nome che deriva dalla passione di Cristo.

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Fascino di un fiore, e di una pianta, dalle mille proprietà

“Noi – racconta Dall’Olio -, la coltiviamo facendo vivaio in serra e trapiantando le piantine a maggio, poi, una volta attecchita la pianta, è perenne, infatti, nei nostri campi la manteniamo per almeno 5/6 anni, poi rinnoviamo l’impianto in altri terreni”. È una pianta che è raccolta indicativamente due volte l’anno, a giugno/luglio c’è il primo sfalcio, a settembre/ottobre il secondo.

“Anche in base all’andamento stagionale – aggiunge il presidente – otteniamo circa 200 tonnellate di prodotto essiccato all’anno”. È una pianta rustica che ha bisogno di poche cure e non è particolarmente sensibile a malattie o attacchi di insetti. Unica difficoltà, la gestione delle erbe infestanti. “Come per tutte le piante officinali – dice ancora Dall’Olio -, non possiamo utilizzare diserbanti chimici, ma dobbiamo comunque garantire l’assenza di erbe infestanti che possano contaminare il raccolto, quindi, optiamo per il trapianto e poi, a seguire, innumerevoli passaggi con sarchiature, strigliature, eseguite con la nuova tecnologia di precisione che permette una maggiore efficacia delle lavorazioni e, infine, zappature manuali”.

Una volta arrivata a maturazione, è raccolta meccanicamente con macchine specializzate e trasportata nello stabilimento per essere infornata ed essiccata. L’essicazione è di tipo statico a bassa temperatura, questo per preservarne il contenuto in principi attivi, oltre che il colore e l’aspetto fisico. L’essiccazione ha una durata di circa 48 ore, al termine del quale la pianta viene inviata alla sala di lavorazione per essere tagliata, battuta, pulita e confezionata in ballette e, quindi, in bancali, successivamente messa in magazzino fino al momento della spedizione al cliente.
Sono effettuate anche una serie di analisi su ogni lotto, analizzando multiresiduali, aflatossine, ocratossine, principi attivi e microbiologia, “Internamente all’azienda – conclude Dall’Olio – abbiamo una servizio agronomico per i soci produttori che li aiuta nella coltivazione e nel monitoraggio dei campi, un reparto controllo qualità che segue certificazioni, analisi e procedure, un reparto commerciale che si occupa di vendite, e di logistica di trasporti sulle vendite, oltre che un servizio amministrativo”.

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