Lombrico rosso californiano, un buon produttore di humus

lombrico rosso

Claudio Ferri

Nei primi anni Ottanta gli agricoltori iniziarono a conoscere il verme rosso californiano (red worm).

A quei tempi se ne ipotizzava un impiego in cucina ma soprattutto per la produzione di humus, essendo questo lombrico un capace trasformatore di elementi organici di scarto in sostanza preziosa per la terra. Anche in questo caso non ebbe un grande successo poi, come sempre, chi ha saputo investire con un piano industriale efficace ha dato vita ad una attività articolata, che va dalla vendita dei lombrichi per il compostaggio domestico o professionale o l’humus pronto per l’uso.

Negli ultimi anni, con l’incremento dell’agricoltura biologica e l’impoverimento dei terreni di sostanza organica, la lombricoltura si propone come una soluzione per chi vuole arricchire i terreni trasformando residui di origine animale e vegetale.

La lombricoltura richiede investimenti iniziali non importanti, nè strutture particolari, ma è necessario inserirsi in una rete commerciale capace di dare risultati economici.

 

Un ammendante naturale

Il lombrico rosso raggiunge una lunghezza che varia tra i 6 e i 10 cm, possiede 5 cuori e 6 reni, mangia ogni giorno una quantità di frazione organica pari al 60 % del proprio peso. È molto resistente e riesce a gestire escursioni di temperatura importanti. È un anellide ermafrodita ed ha una capacita di riproduzione molto alta, si feconda ogni settimana e produce, in media, 5 uova che si dischiuderanno dopo circa 22 giorni, dando vita da 2 a 4 piccoli, a loro volta sessualmente adulti dopo circa 60 giorni.

Si alimenta di tutti i rifiuti di natura organica e, in particolare, di letami di qualsiasi tipo: questi ultimi rappresentano il suo cibo preferito che trasforma in humus, (definito anche vermicompost) ed è un concime naturale dove la sua funzione principale è quella di ammendante naturale per il terreno.

(dal sito www.conitalo.it)

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