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Nelle colture da seme la Romagna è in testa

colture da seme

Emer Sani

FAENZA – Le colture da seme continuano ad essere quelle su cui le aziende continua a puntare di più per fare reddito. Hanno bisogno di attrezzi specializzati ma non necessitano di un investimento iniziale importante come ad esempio un frutteto. Questa è la motivazione che degli agricoltori affermano essere dietro alle loro scelte. 

“Nell’estensivo sono le colture che danno di più – commenta Pierpaolo Amadori di Faenza -, bisogna essere bravi a fare i quintali per ettaro. Personalmente mi dedicherò al mais da seme, lo scorso anno ha prodotto una Plv di 3.500 – 3.600 euro per ettaro (meno le spese) e alla barbabietola da seme (con una Plv di circa 8.000 euro), sempre con un buon prezzo che per il 2021 dovrebbe essere aumentato lievemente”. 

Nel 2020 le superfici dedicate alla moltiplicazione con le specie agrarie e con le specie orticole e aromatiche sono concentrate soprattutto in Emilia Romagna. Il settore è molto ampio, spazia dalle colture estensive industriali alle specializzate.

“Sulla scelta dipende molto di cosa ha bisogno l’azienda, se la necessità è alternare su ettaraggi importati a quelle che sono le colture estensi ci si può orientare sulle industriali come girasole, coriandolo, soia o medica con qualche taglio dedicato al seme”, dice Andrea, dell’azienda agricola Andrea e Alteo Fantini di Ravenna. “Oppure si fa della segale, una coltivazione abbastanza simile al grano. Se si cerca una redditività maggiore ci si orienta sulle orticole specializzate, sono più impegnative ma rendono di più, come possono essere cavolo, cipolla, cicoria, carote, cetriolo, zucchino e barbabietola da seme”. 

Tornando ai prezzi, “le aspettative sono su quelli dell’anno scorso”, prosegue Andrea Fantini, che è anche un membro del coordinamento gruppo giovani della Cooperativa agricola cesenate (Cac), che promuove iniziative di formazione tecnica e gestionale. “Sono più di 20 anni che ci dedichiamo alle colture da seme, siamo partiti con la bietola poi abbiamo ampliato alla cicoria, cetrioli, carota, a cui ci dedichiamo abitualmente tutti gli anni. Poi capita qualche anno il basilico e lo zucchino”.

Fondamentale è l’alternanza delle colture. “Il sementiero richiede una rotazione colturale abbastanza importante, infatti le colture da seme hanno bisogno di un buon nutrimento del terreno, soffrono i cicli corti di rotazione culturale”. Sugli ettari dedicati al sementiero i quantitativi, “grosso modo sono abbastanza simili agli scorsi anni”. 

La campagna 2021 deve ancora partire, al momento i prezzi non sono stati fissati. “Ancora non si sa nulla al riguardo, ma si tratta di colture che riescono a garantire una buona Plv anche con ettaraggi abbastanza piccoli – ribadisce Fantini -. Sono colture comunque da seguire molto; allo stadio iniziale si riesce a contenere le infestanti con mezzi meccanici, poi si va con un utilizzo importante della zappa. Ad esempio la cicoria e le carote, vanno sostenute con dei piccoli paletti in ferro e legate con spaghi: tutto lavoro da fare a mano”. Lo scorso anno scorso il prezzo più alto lo ha ottenuto la cicoria. “è la più conveniente, anche se è una coltura che richiede il maggior impegno di manodopera, oltre al trapianto c’è anche la raccolta che viene effettuata quasi tutta manualmente. La cicoria ha ottenuto una Plv tra i 9 e i 10mila euro all’ettaro”. 

Fondamentale per le colture da seme è la disponibilità di acqua per l’irrigazione. “Senza è impensabile prenderle in considerazione, barbabietole soprattutto, ma anche carote e cetrioli, si cerca di fare irrigazione di precisione. Le colture specializzate soprattutto, sono molto delicate e spesso possono avere delle complicazioni, legate sia al clima ma anche alle varietà, ma spesso c’è un prezzo minimo garantito che va al produttore, riscontrato che tutte le operazioni sono state eseguite correttamente. Una garanzia importante per quegli anni negativi che possono capitare. Il produttore sa che ha un ritorno, un piccolo rimborso spese. Ma l’obiettivo rimane produrre di più e meglio, qualità e quantità pagano sempre”. 

Una istantanea del settore

Con oltre 22.800 ettari destinati alla moltiplicazione delle sementi ortive e aromatiche, l’Italia si conferma tra i Paesi leader del settore a livello europeo. 

L’Emilia Romagna continua a guidare il settore con 9.700 ettari, seguita dalla Puglia che raddoppia il suo ettarato portandolo ad oltre 6.000 ettari e dalle Marche. Incrementi sono stati registrati anche negli ettari destinati alla produzione sementiera di Molise, Lazio e Abruzzo.

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