
maggio 2015
BOLOGNA – “Allibiti per la faccia tosta della Coldiretti. È proprio grazie al ricorso di Cia e Confagri se tanti allevatori non sono più esclusi dai premi Pac”.
“È solo grazie al ricorso presentato da Cia E Confagricoltura al Tar del Lazio che non è più obbligatoria per gli allevatori l’iscrizione al libro genealogico e ai controlli funzionali per accedere ai contributi europei.
Siamo allibiti e increduli per l’affermazione del direttore della Coldiretti Reggio Emilia, Assuero Zampini, che rivendicherebbe come frutto dell’operato della propria organizzazione agricola, la modifica al decreto per l’assegnazione dei premi Pac per il settore latte – dichiarano Cia e Confagricoltura dell’Emilia Romagna.
“Possiamo oggi esprimere la nostra soddisfazione per il risultato raggiunto che ha evitato, da un lato, l’esclusione di una vasta platea di beneficiari dai premi accoppiati della Pac e dall’altro l’obbligo al pagamento da parte degli allevatori di un servizio oneroso e peraltro non necessario, in un momento in cui il settore lattiero caseario vive una fase d’incertezza dettata dalla fine delle quote produttive e dal prolungarsi dell’estrema volatilità del mercato”.
“Non ci risulta affatto – rimarcano le due organizzazioni agricole regionali – che la Coldiretti abbia mai portato avanti iniziative volte a garantire la libertà delle aziende di iscriversi o no ad un unico soggetto per poter usufruire dei benefici europei, né tantomeno abbia perorato la causa per ridurre i costi di tale iscrizione a carico delle aziende”.
“Non prendiamo lezioni da coloro che nulla hanno fatto per risolvere questa problematica” – è la conclusione di Cia E Confagricoltura dell’Emilia Romagna.



