Olivicoltura in Emilia: verso produzioni di qualità - Agrimpresaonline Webzine

Olivicoltura in Emilia: verso produzioni di qualità

Aprile 2014

Mario Savorelli, Crpv

Venerdì 21 marzo presso il Castello di Spezzano di Fiorano Modenese si è svolto il convegno sul tema “L’olio emiliano: stato dell’arte e prospettive di mercato per un prodotto di qualità”, l’evento è stato promosso da Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali), Provincia di Modena, CNR Ibimet, Università di Parma e Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Emilia Romagna.

Il convegno ha segnato la conclusione di un progetto quinquennale (2009-2013) attivato nelle province di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, in merito allo sviluppo dell’olivicoltura da olio e che ha riguardato diversi aspetti strategici al fine di promuovere questa coltivazioni sui territori emiliani. La prima parte del progetto ha riguardato, di fatto, una mappatura al fine di reperire, descrivere e raccogliere centinaia di varietà di antichi olivi sparsi sui territori collinari delle quattro province; successivamente si è provveduto alla valutazione del germoplasma di ogni tipologia di olivo, ovvero alle loro caratteristiche genetiche per definire le varietà in grado di adattarsi al territorio oggetto della indagine per la produzione di olio di qualità.

Un’altra linea di ricerche ha riguardato la vocazionalità ambientale, che ha permesso di definire le superfici delle quattro province (oltre 23.000 ettari), sulle quali è possibile avviare attività olivicole da reddito con alte probabilità di successo: infine è stata realizzata un’accurata analisi su mercato e strategie di valorizzazione, ricerca che ha messo in evidenza grandi potenzialità per il prodotto olio emiliano, soprattutto se supportato da marchi di qualità.
L’attività svolta ha dato risposta ad un’esigenza manifestata dai risultati del progetto precedente, che in un quadriennio (2004-2007) aveva provveduto a reperire, descrivere e raccogliere in campi collezione centinaia di accessioni di antichi olivi sparsi sui territori collinari delle quattro province (Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza).

Nel quinquennio 2009-2013 le attività del progetto si sono svolte sia come continuazione delle linee di studio e sperimentazione sopra menzionate, sia come conduzione di ricerche che non era stato possibile condurre precedentemente. Questo soprattutto perché non potevano essere disponibili dati provenienti dai campi collezione, che contenevano piante troppo giovani e spesso nemmeno in produzione. Il risultato principale ottenuto ha riguardato la possibilità di valutare il comportamento del germoplasma raccolto in modo comparativo, evitando cioè l’inquinamento dei risultati dovuto ai diversi ambienti di crescita delle piante; ciò proprio grazie all’allevamento delle accessioni in numerosi campi collezione, nei quali le condizioni di crescita e fruttificazione fossero uguali per tutti i genotipi, e i risultati quindi assai più affidabili. I dati raccolti sono oggi confrontabili, ivi compresi quelli delle schede eliografiche, anche se ovviamente quelli più interessanti sono relativi al comportamento agronomico e produttivo delle accessioni ai quali è legato il successo e l’utilità del lavoro svolto.

Si è così potuto individuare quali genotipi producessero negli ambienti propri dell’olivicoltura emiliana il miglior olio, da un punto di vista qualitativo, compatibilmente con una produttività accettabile. Sono stati valutati i livelli di resistenza ad avversità biotiche e abiotiche, e in primis tra queste ultime la resistenza al freddo; tra l’altro con l’individuazione di caratteri di alta resistenza in alcune accessioni, superiore a quella normalmente presente tra le varietà coltivate al nord. Altri caratteri valutati sono stati portamento, precocità di entrata in produzione, epoche di fioritura e maturazione dei frutti.

Un’altra linea di ricerche che ha dato i primi frutti è stata quella di vocazionalità ambientale, che ha permesso di quantificare le superfici, di non trascurabile estensione (oltre 23.000 ettari), sulle quali nelle quattro province è possibile fare olivicoltura da reddito con alte probabilità di successo.
Infine, un’altra linea di ricerca del programma ha riguardato analisi di mercato e strategie di valorizzazione, ricerca che ha messo in evidenza grandi potenzialità per il prodotto olio emiliano, soprattutto se supportato da marchi di qualità; obiettivo quest’ultimo facilmente realizzabile vista la presenza tradizionale dell’olivo in Emilia e la peculiarità del prodotto.

Il progetto non ha fatto mancare, attraverso le istituzioni partecipanti, un supporto tecnico agli olivicoltori, sia attraverso periodiche dimostrazioni di potatura, sia attraverso l’utilizzazione del sito internet del Crpv, sia, infine con periodici incontri tecnico scientifici e visite presso le aziende.
La pubblicazione del Notiziario tecnico N° 86, come quello prodotto nel 2008, reperibile presso il Crpv di Cesena, costituisce non solo un’informazione su quanto realizzato, ma anche una guida a meglio operare per un’olivicoltura emiliana di grande qualità, e di sicuro reddito.

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