Residui di potatura e materiali vegetali: ora si possono bruciare

Settembre 2014

La disposizione, richiesta da tempo dalla Cia, è contenuta nel Decreto Legge chiamato “Campo libero”. Non mancano però lati oscuri

Dopo una lunga attesa finalmente il Governo ha inserito nel Decreto Legge chiamato “Campo libero”, tra le altre cose, la norma richiesta da tempo dalla Cia che permette la bruciatura degli scarti di potatura e altro materiale agricolo. In sede di conversione in Legge del Decreto il Parlamento ha apportato sostanziali modifiche al testo originario.

Ora la legge precisa che “le attività di raggruppamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri (cubi) per ettaro dei materiali vegetali di cui all’art. 185 comma 1) lettera f)”,  (del Codice ambientale), cioè per semplicità: paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso “effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti.
Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione dei residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata. I comuni e le altre amministrazioni competenti in materia ambientale hanno la facoltà di sospendere, differire o vietare la combustione dei materiali di cui al presente comma all’aperto in tutti i casi in cui sussistono condizioni meteorologiche, climatiche o ambientali sfavorevoli e in tutti i casi in cui da tale attività possono derivare rischi per la pubblica e privata incolumità e per la salute umana, con particolare riferimento al rispetto dei livelli annuali delle polveri sottili (PM10)”.

Questo testo definitivo della norma pone tuttavia qualche perplessità. Innanzitutto la possibilità di bruciatura della paglia (stoppie) è in contrasto con la norma Comunitaria sulla condizionalità che vieta la bruciatura delle stoppie. Inoltre considerata la qualità dell’aria della nostra Pianura Padana il rischio che qualche autorità (Comuni, provincie, Asl o Arpa) possa vietare questa possibilità, ora regolata dalla Legge, è elevato. Normalmente nella regione Emilia Romagna la protezione civile individua il periodo di massimo rischio per gli incendi boschivi dalla metà di luglio alla fine di agosto.

Il periodo è variabile ed è condizionato dalle condizioni climatiche. Ad esempio quest’anno, sino ad ora, non è stato definito alcun periodo di divieto. Le vigenti norme di Polizia forestale prevedono che prima di procedere alla bruciatura delle ramaglie occorre darne comunicazione alla Polizia forestale. Tale prescrizione in diversi Comuni è sostituita da una comunicazione da farsi al Comune interessato.

Come si può comprendere la norma necessita di alcuni approfondimenti che si dovranno fare nelle prossime settimane in primo luogo con la regione per condividerne l’operatività e, in particolare, valutarne i reali impatti sulla qualità dell’aria. Sarà cura della Cia inoltre sollecitare l’associazione dei comuni (Anci) ad effettuare un lavoro proficuo di coordinamento tra i comuni e la nostra organizzazione

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