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Revisione trattrici agricole, parentesi ancora aperta

Vincenzo Laurendi – (articolo tratto da Georgofili info, newsletter informativa dell’Accademia dei Georgofili, Firenze)

L’agricoltura rappresenta il settore a più elevato indice infortunistico, anche superiore a quello dell’edilizia, come peraltro evidenziato nel Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 adottato dal Ministero della salute e approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni il 13 novembre 2014.

Basti in proposito riprendere i dati dell’osservatorio, istituito da Inail e Coordinamento delle Regioni nel quadro dei piani di prevenzione, sugli infortuni nel settore agricolo o forestale, che ricomprende tutti gli infortuni che avvengono ai lavoratori agricoli ivi compresi coloro, e non sono pochi, che svolgono attività agricola a titolo professionale non prevalente o a titolo hobbistico.

Tali dati evidenziano che ogni anno il numero di eventi infortunistici mortali che coinvolgono gli operatori addetti alla guida del trattore è superiore alle 120 unità, senza significativi cenni di riduzione.
Si tratta di una cifra importante, senza pari per altre macchine inquadrate dalla normativa come pericolose, ben superiore tra l’altro al dato degli infortuni mortali riconosciuti da Inail, proprio per la presenza numerosa di figure non assicurate, e che configura una vera e propria emergenza sanitaria.

Il pericolo più grave a cui è esposto l’operatore alla guida del trattore è rappresentato dal capovolgimento per sovraccarico, per sforzo eccessivo di traino, manovre brusche, eccessiva pendenza del terreno, ecc.
A protezione le disposizioni legislative e regolamentari stabiliscono l’obbligo di installazione dei seguenti apprestamenti tecnici:

• struttura installata sul trattore allo scopo di evitare o limitare i rischi in caso di capovolgimento (Rops – Roll Over Protective Structure);
• dispositivo che trattiene l’operatore al posto di guida (cintura di sicurezza).

Il principio è quello di trattenere l’operatore all’interno di un «volume di sicurezza» per evitare il rischio che questo resti schiacciato tra il trattore e il suolo. L’obbligo di installazione dei suddetti dispositivi si applica ai trattori di nuova costruzione e retroattivamente a quelli già in servizio.

Efficacia della misura

In Germania il numero di infortuni mortali per capovolgimento è passato da 181 casi nel 1969, anno in cui si iniziò a installare i Rops, agli attuali circa dieci casi annui. Andamento del tutto simile è riscontrabile nel Regno Unito.
In Italia si stima che, nonostante le campagne di sensibilizzazione e di vigilanza in corso da diversi anni, i trattori sprovvisti di strutture di protezione in caso di capovolgimento siano ancora più di 600.000 e quelli sprovvisti di cinture di sicurezza più di 1.000.000.

È evidente che la sola misura efficace per normalizzare in un tempo ragionevole il parco trattori consiste nella rapida attivazione di un percorso di revisione ai sensi dell’articolo 111 del codice della strada che obblighi a mettere a norma i trattori anche per gli aspetti di sicurezza del lavoro. Ciò consentirà infatti di disporre di un sistema per accertare sistematicamente i requisiti su questa tipologia di attrezzatura di lavoro.

La revisione è stata resa obbligatoria per effetto del decreto sviluppo – DL 179 del 18-10-2012 convertito in legge il 13-12-2012 -, che prevedeva che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto da adottare entro il 28-2-2013, disponesse la revisione obbligatoria delle macchine agricole immatricolate a norma dell’articolo 110, al fine di accertarne stato di efficienza e permanenza dei requisiti minimi di idoneità.

I termini previsti sono stati più volte prorogati, individuando per ultimo il termine del 30-6-2015 per l’emanazione del decreto e il termine del 30-6-2016 per l’entrata in vigore della revisione. Il decreto del 20 maggio 2015 (G.U. 30-6-2015 n 149) “Revisione generale periodica delle macchine agricole…” ha definito le tipologie di macchine soggette a revisione nonché, limitatamente ai trattori, la tempistica per l’effettuazione della revisione in relazione al loro grado di vetustà.

Il decreto del 20 maggio 2015 prevedeva però all’articolo 5 che le modalità di esecuzione della revisione fossero definite con successivo decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di cui si è tuttora in attesa.
La bozza di decreto da tempo predisposta e tuttora al vaglio degli uffici legislativi dei Ministeri delle infrastrutture e trasporti e delle politiche agricole, alimentari e forestali, individua un sistema di revisione delle macchine agricole e operatrici distinguendo principalmente tra due ordini di controlli finalizzati:

• ad accertare la sussistenza delle condizioni di sicurezza per la circolazione, di silenziosità e che i veicoli non producano emissioni inquinanti superiori ai limiti;
• ad accertare il buono stato di conservazione, l’efficienza ai fini di sicurezza del lavoro e la presenza dei requisiti di sicurezza.

L’emanazione di questo decreto consentirà di avviare finalmente il processo di revisione che nella prima fase riguarderà esclusivamente le macchine immatricolate prima del 1983, che si stima ammontino a oltre 1.000.000 di esemplari, e che a regime consentirà anche in Italia di evitare un centinaio di infortuni mortali all’anno.

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