Si rafforza il Piano di sviluppo rurale 2021-22 della Regione Emilia Romagna - Agrimpresaonline Webzine

Si rafforza il Piano di sviluppo rurale 2021-22 della Regione Emilia Romagna

dossier biologico

BOLOGNA – Prosegue e si rafforza il Programma di sviluppo rurale dell’Emilia Romagna per il periodo 2021-2022, forte degli oltre 408,8 milioni di euro (+35% rispetto alla programmazione precedente) destinati alla regione nel prossimo biennio di transizione, in attesa del nuovo Psr 2023-2027.

Ottimi i risultati raggiunti, spiega un comunicato della Regione, con la programmazione 2014-2020: oltre 1 miliardo e 150 milioni di euro di contributi concessi (il 98,6% delle risorse disponibili), circa 850 milioni (il 72%) già pagati agli agricoltori, più di 1.500 nuove aziende di giovani insediate, di cui il 30% a conduzione femminile. Guarda a giovani, investimenti, innovazione e transizione ecologica il Piano messo a punto dalla Regione con l’obiettivo di far crescere un settore che ha fatto capire, proprio durante l’emergenza sanitaria, quanto sia fondamentale l’agroalimentare per il presente e il futuro del mondo.

Sono potenziate le linee di intervento sulla competitività delle imprese, cui saranno destinate 186,8 milioni di euro e la sostenibilità, in questo caso gli euro sono 199,8 milioni. Una ripresa con la quale tenere insieme ambiente e lavoro.  

Risorse per oltre 408 milioni di euro

Le leve azionate per stimolare la competitività interessano i nuovi insediamenti dei giovani e la strutturazione delle loro imprese (53,6 milioni di euro), l’ammodernamento, in generale, delle aziende agricole e agroindustriali (117,5 milioni), l’attenzione all’ambiente col sostegno a nuovi progetti di forestazione (8,2 milioni) e con azioni di contrasto ai danni prodotti dal cambiamento climatico, prevenendo, in particolare, quelli da gelate tardive (circa 5 milioni). Interventi che peseranno per oltre l’83% delle risorse sulle misure di investimento, circa l’11% sul premio di primo insediamento dei giovani e il 5% su innovazione e ricerca.

Sostegno anche agli imprenditori che operano in zone svantaggiate e aumento delle coltivazioni bio (110 milioni), gestione sostenibile delle risorse idriche (6,9 milioni di euro), forestazione, attività di prevenzione dei danni da fauna selvatica e riduzione delle emissioni di ammoniaca (17,4 milioni). Interventi che, complessivamente, saranno destinati per oltre l’86% ad aiuti agli agricoltori che adottano metodi produttivi sostenibili, circa l’8% a investimenti finalizzati alla sostenibilità e circa il 4% a progetti di innovazione e formazione.

Gli interventi per la montagna prevedono misure specifiche per la tutela ambientale degli ecosistemi forestali, per il contrasto all’abbandono attraverso pagamenti compensativi, per i servizi alla popolazione e la promozione territoriale (a quest’ultima misura sono destinati 19,6 milioni di euro per l’approccio Leader Gal). Inoltre, prosegue il comunicato della Regione, vanno ricordati gli interventi che avranno ricadute rilevanti sui territori più fragili, quali l’agricoltura biologica, la tutela delle razze animali e le varietà vegetali autoctone a rischio di erosione genetica, oltre che su quelle già indicate di riduzione delle emissioni di ammoniaca e di prevenzione dei danni da fauna selvatica.

Nel complesso, grazie alle nuove risorse saranno attivati investimenti delle imprese emiliano-romagnole per oltre 440 milioni di euro, sostenuti 500 nuovi giovani titolari di aziende, incentivati oltre 12mila ettari di superficie agricola destinata al biologico e mantenuti 300mila ettari di terra coltivati con metodi di agricoltura sostenibile, realizzati più di 5mila interventi di formazione a sostegno della conoscenza, circa 25 nuovi progetti dei Goi, gruppi operativi innovazione e attivati nei prossimi 18 mesi circa 20 nuovi bandi.

“Questo nuovo Psr di transizione delinea gli obiettivi e gli impegni della Regione per l’agricoltura nei prossimi due anni – spiega Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura -. A partire dal primo assunto che individua nella sostenibilità il minimo comune denominatore di tutti gli investimenti. Sicurezza sul lavoro, dei mezzi di produzione, la biosicurezza negli allevamenti e politiche attive per il benessere animale sono per noi priorità. E poi la prevenzione dei danni dalle avversità, atmosferiche o da parassiti, con misure ad hoc per aumentare tutti gli strumenti disponibili a salvaguardia delle colture e con una spinta ulteriore verso l’utilizzo di metodiche di agricoltura di precisione.
Misure che saranno accompagnate da nuovi bandi con la riduzione dei massimali di intervento per aumentare ancora di più la platea dei beneficiari. Inoltre, saranno prorogati di un anno gli impegni in scadenza nel 2021 per l’agricoltura biologica e la produzione integrata e un nuovo bando sul bio sarà proposto l’anno prossimo. Infine, saranno finanziati tutti gli impegni già presi, proprio nell’ottica di dare continuità e certezza ai produttori che si sono impegnati per produzioni sempre più sostenibili. Siamo convinti che da qui, dal mix tra innovazione e risorse, la nostra agricoltura possa segnare un cambio di passo positivo per vincere le nuove sfide dei mercati”.

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