Un percorso per ovviare alla sete della Val d’Enza - Agrimpresaonline Webzine

Un percorso per ovviare alla sete della Val d’Enza

Giugno 2017

BIBBIANO (Reggio Emilia) – “La situazione delle riserve idriche è allarmante; in primo luogo per l’agricoltura è di emergenza: lo è su scala nazionale come su quella regionale e provinciale, con punte maggiori nella Val d’Enza”.

Lo constata Antenore Cervi coordinatore di Agrinsieme di Reggio Emilia, il coordinamento che raggruppa Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri ed Alleanza delle Cooperative del settore agroalimentare. “È importante – prosegue – che di questo ci sia oggi una consapevolezza diffusa, e che a fronte di un’urgenza di risposte cui si cerca di far fronte con la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale ed i tavoli di bacino, si sia avviato un percorso che può portare ad una soluzione effettiva nel medio periodo, sapendo che la Val d’Enza presenta un deficit ‘al campo’ di oltre 8 milioni di metri cubi d’acqua. Intendiamo – afferma Cervi – il percorso che stanno attuando gli Enti locali, per il progetto di invaso ‘stretta delle Gazze’ sul torrente Enza”.

“Dopo decenni di polemiche senza aver costruito nulla – aggiunge il coordinatore di Agrinsieme – un atteggiamento di collaborazione e condivisione tra tutti i soggetti interessati sembra finalmente aver potuto avviare un percorso che possa portare a risposte concrete. Ed è giusto da parte nostra ricordare che le proposte oggi sul tappeto sono state esplicitate il primo ottobre scorso in un convegno a Barco di Agrinsieme, con la condivisone degli enti locali”.

“Un grazie per l’impegno a risolvere l’annoso problema e per il lavoro che stanno facendo – conclude Cervi – va quindi rivolto da parte nostra al Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, al commissario della bonifica Emilia Centrale Franco Zambelli, al presidente della Provincia Giammaria Manghi ed alla Regione, nella speranza che tale lavoro trovi sbocchi positivi”.

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