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Un pollaio cresce a Brooklyn

Ottobre 2014

Maurizio Del Vecchio

Vabbé, il titolo del vecchio famoso libro della Betty Smith citava un albero ma l’idea “ecologico-emotiva” è simile e fa al caso nostro questo articolo di Ronda Kaysen del New York Times.

Il modesto cortile posteriore di Ruth Harrigan a Douglaston, Queens, testimonia un utilizzo efficiente dello spazio, con un ambizioso orto, un barile per la raccolta di acqua piovana, un cumulo di compostaggio, un tavolo da picnic e quattro polli e un coniglio. La Harrigan fa parte di un crescente numero di newyorchesi che stanno trasformando i propri appezzamenti in micro-fattorie, allevano galline per le uova, i conigli per la carne e le api per il miele. Hanno trasformato piccoli porzioni di spazi aperti in fertili orti. Questi residenti dipendono dai propri giardini come fonte di sostentamento, abbracciando un’etica che prevede un’agricoltura locale e sostenibile per ridurre l’impatto sull’ambiente. Tuttavia, trovare un padrone di casa disponibile ad accettare una nidiata di galline o un alveare può essere un’impresa ardua e questo hobby decisamente non urbano può anche irritare i vicini.

I sostenitori degli orti urbani vedono questi progetti agricoli come un valore aggiunto per le proprietà e i quartieri, poiché creano spazi verdi in una città di cemento. Alcuni agenti immobiliari spiegano che un orto urbano ben curato può incrementare il valore di una proprietà.

Il giardino di Lily Kesselman conta meli, un orto, una compostiera e un pollaio.

La Kesselman ha convinto il quartiere ad allevare galline nell’orto comunitario. Grazie ad un prestito della Just Food, un’organizzazione no profit che sostiene gli orti urbani, l’orto ha ora un pollaio con una dozzina di galline, di cui si prendono cura 14 volontari che ricevono uova in cambio del proprio lavoro. La Kesselman inoltre, tiene corsi sull’allevamento di galline ed è una delle fondatrici del South Bronx Farmers Market.

Alcuni newyorchesi non si fermano alla raccolta delle uova, allevano animali per la carne. I vicini, tuttavia, non sempre condividono l’entusiasmo del contadino della porta accanto. Se le api non hanno abbastanza acqua, potrebbero invadere la fontana per uccelli della porta accanto. I polli e i loro mangimi possono attirare ratti, topi e procioni. Ma a New York le lamentele sono poche. Lo scorso anno, la città ne ha ricevute 22 per i polli e 11 riguardanti alveari, molte meno delle 1.012 lamentele ricevute per i cani nello stesso periodo.

Gli allevamenti di polli e di api sono generalmente etichettati come imprese che richiedono poca manutenzione, e sono hobby non particolarmente cari inizialmente, quantomeno paragonati all’adesione ad un club di golf […].

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